Mimmo & Greg

Mimmo & Greg
Grazie Mariangela, grazie Mimmo!

domenica 14 aprile 2013

LO SPECCHIO MAGICO



Stamattina, al risveglio, mi sono guardata allo specchio e invece di trovarvi riflessa la mia immagine, ho visto quella di Mimmo, che mi scrutava severo. L'istinto mi avrebbe suggerito di fuggire, ma le gambe, per la paura, e lo stupore, mi hanno impedito qualsiasi movimento. Impietrita, sono stata ad ascoltarlo. "Millantatrice, Agiografa farlocca, passi il tempo a scrivere sciocchezze, e trascuri gli aspetti importanti del mio cammino. Non hai evidenziato che Io, al contrario di Altri, non mi sono fermato a Eboli, ma sono arrivato a portare canto e conforto a Potenza. Neppure una parola poi sul video, di cui ho curato personalmente montaggio e regia".

Rimedio immediatamente. Non ho scelta, ma lo faccio con profonda convinzione. Vale come condivisione.


"In viaggio per Potenza. Ecco, noi siamo così.. niente potrà cambiarci mai".

martedì 9 aprile 2013

MUSICA, LIBERTÀ, LEGALITÀ

Questa mattina, a Milano, all'Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare, c'è stata la conferenza stampa/presentazione/concerto di Legality Band Project, un progetto in divenire di cui ho già parlato quest'estate, quando muoveva i primi passi, che si pone l'obiettivo, attraverso la musica, di contrastare l'illegalità in ogni sua forma. In primo luogo quella rappresentata dalle organizzazioni criminali che controllano i più svariati settori della società e della vita pubblica, e che conquistano territori e ambiti sempre più vasti, ben al di là delle regioni del sud dove l'immaginario collettivo le colloca e dove effettivamente sono nate e hanno trovato terreno fertile, approfittando delle condizioni sfavorevoli e disagiate, della povertà materiale e non solo, del territorio e dei suoi abitanti. In secondo luogo, cercando di puntare l'attenzione su certi comportamenti, che, seppur non direttamente collegati alle società del malaffare, ma portati avanti da persone che ne sono fuori e agiscono autonomamente, finiscono col confluire nel grande serbatoio di atti e fatti illegali, senza che peraltro gli stessi soggetti portatori ne siano, talvolta, pienamente consapevoli. Il non rispetto delle norme, il mancato pagamento delle tasse, il cercare, per dirla in parole povere, di mettere in atto la cosidetta "furbizia italica" "fregando il prossimo", l'arte dell'imbroglio e dell'intrigo, farsi gli affari propri calpestando i diritti altrui, la totale disattenzione per il bene comune, sono solo alcuni degli innumerevoli esempi che si potrebbero citare. Insomma, si tratta di promuovere un modo di vivere e agire, più giusto, libero, etico, onesto.
La manifestazione di stamattina non era incentrata solo sulla musica, perché a parlare di legalità sono intervenuti esponenti del mondo dell'educazione, della cultura, del giornalismo, delle associazioni, del lavoro, che condividono gli intenti del progetto. C'è stato poi un lungo momento musicale della Legality Band, che ha il suo promotore in Francesco Gallo, musicista e cantante calabrese, che ha intrapreso questo cammino quest'estate, con una diversa formazione, e ora ha costituito una nuova band coinvolgendo giovani musicisti e musiciste, (di svariate provenienze con cui si esibirà in varie parti d'Italia (per il momento si parla di un concerto a Palermo a giugno, ma ancora prima di un altro ad aprile al nord, mi è parso di sentire) con l'intento di sensibilizzare alla legalità, e promuoverla. Del progetto possono far parte, come guest star, altri artisti, come ad esempio Mimmo, che vi ha aderito già lo scorso anno, con la partecipazione ad alcuni concerti estivi, al sud. Mi viene in mente il concerto di Strongoli Marina dello scorso agosto. Mimmo ha partecipato anche all'iniziativa di stamattina, precedendo con il suo breve intervento, il concerto della Band. Prima di proporre la sua canzone, ha espresso, con un piccolo discorso molto chiaro e sensato, concetti che gli stanno molto a cuore, evidenziando come una società senza cultura sia una società povera, senza maturità, senza stimoli, senza capacità critiche e di scelta e pertanto facilmente condizionabile, terreno fertile per l'illegalità, di cui finisce col diventare prigioniera. Proprio per questo la canzone scelta è stata Vola vola vola, il suo amato canto di libertà.
La manifestazione di stamattina è stata fruibile in streaming dalle 11,30 alle 13,30 circa. Non pensavo neppure di riuscire a collegarmi e invece, sorprendendo me stessa con doti di funambolismo estremo che mi vengono in soccorso quando di mezzo c'è Mimmo, sono riuscita a vederne e a sentirne le parti più salienti, tenendo aperte al contempo altre finestre necessarie... per attività extra-Mimmo. Era tutto un mettere e togliere le cuffie, una guardare di qua e di là, ma alla fine ce l'ho fatta.
Una considerazione su Francesco Gallo: ha una energia e una carica invidiabili, sul palco salta di qua e di là, e trasuda entusiasmo. Riuscirà in uno dei prossimi appuntamenti della Band, uno di quelli in cui sarà ospite Mimmo, a farlo salire sul palco e a farlo sgambettare e saltare come lui? Tutto è possibile, io non perdo le speranze.

sabato 6 aprile 2013

EMICRANIA

Sono reduce da un attacco di emicrania; l'emicrania toglie lucidità, in genere. Lascia spossati. Non è consigliabile esprimere opinioni quando si è ancora dentro gli strascichi che lascia.
Ciò che sto per dire, però, non credo possa essere imputabile all'emicrania, generatrice di un sacco di colpe, ma non di questa. Mi pare che stiamo cadendo in un equivoco, in riferimento alla "special edition" di Mimmo. Secondo le intenzioni iniziali, (ora non riesco a recuperare il suo post, perché non facendo parte della famiglia di FB, vedo solo quelli più recenti) sempre che non ricordi male, si parlava di un album destinato ad accogliere non tanto i "classici" di Mimmo, noti, amati e più volte riproposti (nelle raccolte Delitti perfetti, Aria di famiglia, I successi, e non solo) ma delle canzoni un po' dimenticate, non riproposte in precedenti raccolte o album non antologici, che avrebbero avuto una veste diversa. Mimmo aveva, già in passato, chiesto quali fossero, per chi conosce bene la sua produzione, le cinque canzoni preferite. Era un discorso diverso, o almeno io l'ho inteso in modo diverso. Nel proporre la mia lista delle dieci, ho applicato questo criterio, con qualche eccezione. Gli occhi mi darà sempre i brividi, ma non l'ho inserita. Una vita che scappa la posso ascoltare in tutte le versioni possibili dieci volte di seguito, e dal vivo è una di quelle che mi diverte di più sentire, ma non compare (anche perché ho privilegiato canzoni solo sue, a parte l'indicazione un po' azzardata e forse non da prendere neppure in considerazione, come bonus track, di Guardami bene, che, lo ricordo, è contenuta in un album omaggio di vari artisti, all'artista cubano Pablo Milanés, e non in un album di Mimmo) e via cantando. Comunque sia gradirò l'album, e l'intento che lo anima, ma mi pare che se rimaniamo a un solo Cd, e ai titoli elencati, ci ripetiamo e basta, seppur con arrangiamenti inediti. Va bene, la strana sarò io, o quella che ha frainteso. O forse contraddicendo quanto ho dichiarato all'inizio, la colpa è dell'emicrania. Mi piacerebbe al riguardo conoscere l'opinione di un Medico.
Con l'affetto di sempre.




mercoledì 3 aprile 2013

LA SCELTA

1. Il rosso del mattino
2. Dicembre
3. Niente di più
4. Surrender (Fragili e guerrieri)
5. I musicisti son così
6. Buonanotte nella pioggia
7. L'inganno del tempo
8. Come viviamo quest’età
9. L’interpretazione dei sogni
10. L’attesa

...Come bonus Guardami bene: non è sua, però quando la canta mi si mozza il respiro.  
Una di tanto tempo fa (Il rosso del mattino), due da Clandestina, (spero davvero che se non queste, almeno una di quell'album dai testi bellissimi ci sia, certo con un nuovo arrangiamento, come in qualche occasione Mimmo aveva auspicato) qualcuna molto nota e amatissima (Dicembre), una che non manca mai nelle mie liste (Come viviamo quest'età),  altre due che sembrano cucite addosso a me (non dico quali)... Una scelta implica sempre qualche rimpianto e un po' di sofferenza. Come al solito mi cullerò, felicemente, nell'attesa.

domenica 31 marzo 2013

GIGANTI D'ABRUZZO

Sull'ultimo numero di "Bibenda", (N.44, marzo 2013) ho letto un articolo dedicato a un argomento che sta molto a cuore a Mimmo: il Montepulciano d'Abruzzo. L'autore: Daniele Maestri; il titolo: Montepulciano, il gigante d'Abruzzo. La foto a corredo dell'articolo: un primo piano delle zampone di un esemplare di Orso Bruno Marsicano, un altro gigante d'Abruzzo, terra ricca di giganti, ad esempio il Gran Sasso, o ad esempio... Mimmo. L'articolo, lungo e dettagliato, fornisce molte informazioni sulla storia del vitigno; cita diverse fonti bibliografiche, a partire da quelle più antiche, su questa eccellenza d'Abruzzo, e ne tratteggia l'evoluzione fino a giungere ai giorni nostri. Il discorso diventa via via più articolato, si allarga e partendo dal vino, racconta molti fatti sulla regione di Mimmo e su altri prodotti del territorio. 
Qualche settimana fa nella mia città, in pieno centro, è stato inaugurato un bel negozio, uno "spazio del gusto" dove ho trovato, tra gli altri, anche dei prodotti abruzzesi, ad esempio la pasta di uno storico pastificio di Roseto degli Abruzzi e una ottima birra artigianale di Spoltore: Roseto e Spoltore sono due luoghi noti e cari a Mimmo.
Ho pensato, visitando il negozio, che proprio su quegli scaffali mi piacerebbe trovare allineate le sue etichette, nel caso decidesse prima di tutto di farle circolare un po' di più, e poi di farle sbarcare nell'Isola. 
Insomma, come recita il proverbio, tutte le strade portano a Mimmo. Anche tutte le vie fluviali:  ho nuotato in fiumi di vino, ed essendo a tratti le acque un po' agitate, ho bevuto molto, uscendone salva, ma ebbra. Vado a recuperare un po' di sobrietà.

domenica 17 marzo 2013

IL TRENTA PER CENTO DEI SUOI PENSIERI É FATTO SOLTANTO...DI BIANCONERI

FOLGORATA PERDE OGNI RITEGNO E SPROLOQUIA DI CALCIO.

L'avevo già detto agli inizi che a me del calcio importa meno di zero. Nella scelta delle frequentazioni maschili, devo dire che mi è andata bene: ho avuto naso, fortuna, ho preso informazioni, non so che altro ancora. Non sono mai stata nemmeno amica, non sono andata nemmeno ad invaghirmi di un fanatico, non mi sono mai capitati fissati-dipendenti dal calcio, ma neanche gente almeno moderatamente appassionata del pallone. Un interesse moderato si può tollerare, ma mettere il calcio al centro della propria vita, come fanno molti, mi pare eccessivo. Ricordo conciliaboli il lunedì mattina, al lavoro, da scappare a gambe levate. Ricordo dibattiti e confronti accalorati, nel migliore dei casi, e nel peggiore risse sfiorate. Sono andata solo una volta allo stadio, per una "partita del cuore", cioè con fine benefico. Ricordo vagamente la presenza di una giunonica madrina che diede il calcio d'inizio, e poi riuscii a vedere davvero pochissimo. Non vedevo l'ora che finisse. Non essendo una marziana e nemmeno così integralista, qualche partita intera l'ho vista anch'io, in particolare in occasione dei Mondiali. Mi hanno anche spiegato qualche regola, ma, come dire, non riesco ad appassionarmi. La conoscenza delle regole però è da considerarsi un fatto di cultura generale. Negli anni d'oro della squadra della mia città, che vinse uno scudetto che qui è diventato mitico, emblematico di qualcosa che c'è stato e mai più ci sarà, a casa mia arrivò un ragazzo, che poi divenne marito della mia sorella maggiore, molto appassionato. Non so come, ma questa passione contagiò una parte insospettabile della famiglia: ho questo lontano ricordo di mia mamma che stirava, la domenica pomeriggio, in attento ascolto di Tutto il calcio minuto per minuto. In giro per le vie del centro, solo, serio e riservato, capita di incontrare il grande campione del tempo, che ha onorato la  nostra città della sua permanenza, per tutti questi anni. Gli vogliono bene, lo salutano, qualcuno lo ferma. Lui risponde, con un cenno del capo, un blando sorriso, un movimento della mano, e procede imperturbabile, con l'unica compagnia della sua sigaretta. Io so con certezza che non lo importunerò mai.
Del calcio mi importa quel che ho detto, ma soprattutto non mi piace che abbia perso il suo aspetto ludico e sia diventato un crogiolo di interessi economici, un mare dove nuotano somme spropositate di denaro, senza parlare di partite truccate, di doping. Dov'è il sano spirito competitivo, dov'è l'essenza stessa dello sport, la lealtà del gioco, il rispetto dell'avversario? Certo sono aspetti che non riguardano solo il calcio, ma lì il fenomeno sembra aver assunto proporzioni gigantesche.
Giungiamo al dunque. Al nostro Cantante. Ho scoperto in corso d'opera la sua fede juventina. Non so a che livelli di passione calcistica sia: per vedere una partita dei Bianconeri ha mollato Sanremo, ma questo non mi racconta molto. Ho visto che ha una grande stima di Baggio e di Del Piero, come sportivi e come persone, e posso condividere.  Spero dentro di me che non sia di quelli troppo fanatici, scalmanati che si accendono per motivi calcistici, o che si lasciano condizionare nell'umore per un giorno intero a causa di una mancata vittoria della squadra del cuore (si usa dire così, no?). Insomma, spero che il calcio assorba soltanto il trenta per cento dei suoi pensieri. Non di più.

Ecco qui l'inno ufficiale della Juventus. Mi sono documentata e ho scoperto che l'arrangiamento (non il testo) è di un componente storico della Nazionale cantanti. Cercatevi il nome.
Metterei anche il link per poter ascoltare l'Inno, ma tanto è una guerra persa. Cercatevelo,  anche questo, fate prima.

Certo se avessi scoperto che l'autore dell'Inno era Mimmo... forse mi sarei messa a studiare con impegno la storia della Juve (che un po' conosco, rispetto a quella di altre società: sarà un segno?).

Simili a degli eroi, abbiamo il cuore a strisce
Portaci dove vuoi, verso le tue conquiste
Dove tu arriverai, sarà la storia di tutti noi
Solo chi corre può, fare di te la squadra che sei. 

Juve, storia di un grande amore 
Bianco che abbraccia il nero
Coro che si alza davvero, per te
Portaci dove vuoi, siamo una curva in festa 
Come un abbraccio noi, e ancora non ci basta
Ogni pagina nuova sai, sarà ancora la storia di tutti noi
Solo chi corre può, fare di te quello che sei.
Juve, storia di un grande amore 
Bianco che abbraccia il nero
Coro che si alza davvero, solo per te
E' la juve, storia di quel che saro'
Quando fischia l'inizio
Ed inizia quel sogno che sei
Juve, storia di un grande amore 
Bianco che abbraccia il nero
Coro che si alza davvero
Juve per sempre sara'
Juve, storia di un grande amore 
Bianco che abbraccia il nero
Coro che si alza davvero
Juve per sempre sara'
Juve, juve per sempre sara'
Juve, juve per sempre sara' 

lunedì 11 marzo 2013

QUELLI CHE BENPENSANO


Mimmo cita sempre questa canzone come esempio di testo profondo, intelligente, moderno, diretta espressione del tempo vissuto da chi lo ha scritto; ne loda la forma e il contenuto, così come manifesta sempre la sua stima incondizionata e il suo affetto all'autore.
M. non è di quelli che si sottrae di fronte alla possibilità di lodare colleghi più giovani di lui di cui ha stima, e se qualcuno gli dicesse che è generoso, forse risponderebbe che non si tratta di generosità, che la generosità non c'entra nulla, ma che  semplicemente esprime  ciò che pensa. 
Se non ricordo male, quando F. era stato suo ospite, in una delle quattro serate al Teatro Golden  (30 marzo-2 aprile 2011) avevano cantato insieme questa canzone, e per un po' era girato in rete il video. Mi ricordo di Mimmo col megafono, che cantava il ritornello, o magari me lo sono semplicemente immaginato. Non se se devo preoccuparmi, ma talvolta confondo sogno e realtà, non so se qualcosa sia accaduta nella realtà, o solo nei miei sogni, o nella mia testa.
In ogni caso, ho cercato disperatamente quel video, evidentemente artigianale, girato da qualche spettatore, e non l'ho più trovato. Se mai c'è stato, non c'è più.
Per una che si occupa di Mimmo, con mille dubbi e risultati incerti e discutibili,
sembra doveroso rendere omaggio a questa canzone che Lui ama tanto. Lo faccio con un certo ritardo, ci pensavo da tempo.
Non sono proprio una  ardente estimatrice di F., a dire il vero non ritengo di conoscerlo in maniera adeguata, ma condivido il giudizio su "Quelli che benpensano." Mi sembra molto bello anche il video ufficiale.
Non cediamo alla tentazione di tirarci fuori dal mucchio di "Quelli che benpensano", In molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai, e non solo. Insomma, per intenderci, è sempre valido il vecchio discorso della pagliuzza e della trave, però tra le categorie enumerate nella canzone, quelli da da cui prendo maggiormente le distanze, che proprio non sopporto, sono quelli arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti.
Ho messo il link del video, spero parta cliccandoci sopra, (a volte non accade, almeno a me...) altrimenti è facilissimo trovarlo. 


http://www.youtube.com/watch?v=vrpJB7ucC5Y



Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro, nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili. Sono tanti arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, sono tutti identici guardali stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere. Come lucertole si arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno. 
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... 
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... 
...e come le supposte abitano in blisters full-optional, con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland, vivon col timore di poter sembrare poveri, quel che hanno ostentano e tutto il resto invidiano, poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono: parton dal pratino e vanno fino in cielo, han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo e sono quelli che di sabato lavano automobili che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli, medi come i ceti cui appartengono, terra-terra come i missili cui assomigliano. Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano e poi s'impastano su un albero, boom! Nasi bianchi come Fruit of the Loom che diventano più rossi d'un livello di Doom... 
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... 
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... 
Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica, mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano. Mani che poi firman petizioni per lo sgombero, mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli. Quelli che la notte non si può girare più, quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv, che fanno i boss, che compran Class, che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara ma l'unica che accendono è quella che dà loro l'elemosina ogni sera, quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera... 
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... 
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...


FRANKIE HI-NGR MC
QUELLI CHE BENPENSANO, 
DALL' ALBUM LA MORTE DEI MIRACOLI (1997)

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