Mimmo & Greg

Mimmo & Greg
Grazie Mariangela, grazie Mimmo!

sabato 20 agosto 2022

CONCERTO IN BARBAGIA

Eccomi ancora una volta con uno dei miei cavalli di battaglia, i sogni, già presenti in numero sufficiente su queste pagine. Non demordo e propongo quello di stamattina; mi sono svegliata alle cinque e poi riaddormentata e il sonno è stato fecondo: Mimmo è tornato dopo quattro anni in Sardegna e questa volta lo hanno invitato in un paese della Barbagia che conosco bene, essendo quello in cui sono nati i miei genitori, i loro genitori e progenitori. Il paese è un ridente borgo montano di circa milletrecento anime (ma molte altre sono sparse in giro per il mondo), alle falde del Gennargentu, ricco di castagneti e noccioleti e di fonti. Negli anni settanta conobbe un discreto successo nel settore turistico, ora un lontano ricordo, anche se un Presidente della Repubblica vi si recava in vacanza, e la squadra di calcio del capoluogo di regione vi si reca ogni anno per svolgere una parte della sua preparazione atletica. Un bel posto, meriterebbe di più. Dunque questa onirica associazione culturale del borgo, invita Mimmo. Io ne vengo a conoscenza all'ultimo momento, ma, come accade nei sogni, mi organizzo in un attimo e in un attimo arrivo, quando il concerto, come mi annunciano i membri dell'associazione, è già in corso. "Sbrigati, Mimmo sta cantando". Mi precipito in questo luogo che nella realtà non esiste, ma ha un aspetto familiare: potrebbe essere una grande chiesa sconsacrata, ma senza abside. Sto per entrare e in chi mi imbatto? Nel Cantante in tenuta da concerto: jeans, camicia bianca, giacca nera, ma privo di cappello. Faccio per avvicinarmi perchè vorrei salutarlo, ma sembra aver molta fretta di andarsene. "Allora, non entri? - Mi sollecitano i miei anfitrioni, cosa aspetti, il concerto è già iniziato! Entro, quindi, in questa sorta di cattedrale anomala, e in fondo vedo Mimmo esattamente come appare nella copertina del suo primo album "Non rimanere là", quando si esibiva al Folkstudio, nei suoi concerti voce e chitarra. La cattedrale è molto grande e devo percorrere una distanza abbastanza lunga per arrivare in fondo, dove ci sono delle sedie alla buona, alcune di legno col fondo impagliato e altre di formica, sulle quali sono seduti in religioso silenzio i suoi fans più assidui, quelli dello zoccolo duro dei tempi del mitico locale romano, ai quali, con molta discrezione per non disturbare, vorrei unirmi. Quando sono a poca distanza arrivano dei tipi che quasi mi rapiscono: "Insomma, la tua famiglia ha vissuto per secoli in questo paese e tu non conosci i suoi luoghi più selvaggi. Vieni con noi, ti facciamo fare una visita notturna che non ti dimenticherai facilmente. Mimmo lo abbiamo invitato a cena, i nostri amici stanno preparando agnello e porchetto arrosto e capra in umido, formaggi e vino ne abbiamo a volontà; potrai salutarlo dopo, Mimmo, facciamo aggiungere un posto a tavola anche per te. "Veramente io vorrei seguire il conc..." Non mi fanno finire la frase, mi caricano su un vecchio fuoristrada che prosegue per una strada sterrata via via sempre più stretta. C'è un buio pesto e i mie "rapitori" corrono come matti, rischiando a ogni curva di finire nello strapiombo sottostante. Aiuto - penso io - neppure nelle strade della Corsica, ho avuto così tanta paura, neppure nella Val di Genova - e non mi basta solo pensarlo, perché urlo, urlo davvero: "AIUTO!!!" e mi sveglio disperata,  col cuore che batte all'impazzata, senza concerto e senza cena. Sarà stato in due set, il concerto, al Mimmo del passato sarà subentrato quello del presente? Non lo saprò mai. Spero che Mimmo abbia apprezzato la rustica cena e che non gli abbiano proposto come digestivo, al posto della tradizionale "abbardente", la visita ai luoghi selvaggi dove sono stata condotta io.

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