Mimmo & Greg

Mimmo & Greg
Grazie Mariangela, grazie Mimmo!

lunedì 26 marzo 2012

APPUNTI SCRITTI A MANO

Credo di essermi soffermata già molte volte, in passato, ad analizzare alcune tematiche ricorrenti nella produzione di Mimmo, ma credo anche di non averlo mai fatto in maniera sistematica, attraverso un’analisi rigorosa e comprensiva di tutta la produzione. La materia è molto ampia, abbondante, ricco e vario è il materiale a disposizione. Una seria studiosa, alla quale venisse in mente di affrontare una analisi interpretativa dei testi di Mimmo, dovrebbe mettersi a tavolino e rileggerli, con attenzione, tutti, (dico ri-leggerli, perché essendo studiosa dovrebbe già conoscerli), e alla lettura far seguire l’ascolto attento. Dovrebbe decidere se esaminare gli album in ordine cronologico, o per fasi creative, prendere appunti, iniziare a classificare, magari con il sostegno di chi già abbia tentato un lavoro di questo tipo; oppure, meglio, lasciarsi guidare dalle indicazioni dello stesso artista, per poi possibilmente rielaborare e produrre un lavoro personale.

Il compito non è facile, e qui intorno non vedo serie studiose che si avvalgono di metodologie di ricerca infallibili, tese a condurre a risultati infallibili. Vedo una persona che non ha riletto tutti i testi di Mimmo, (ma li ha letti davvero tutti), non ha riascoltato tutte le sue canzoni (ma le ha ascoltate davvero tutte e come un idiot savant sa elencarle quasi tutte, se non in ordine alfabetico, certamente in relazione all’album di appartenenza) non ha intenzione di catalogare rigidamente, di classificare, di rinchiudere in una o più gabbie Mimmo, che ha le ali e vuole volare, e lei sa che più è libero di volare nei suoi personalissimi cieli, a volte tersi, a volte oscuri, più belle saranno le sue canzoni future, ma ci vuole provare, a cimentarsi in questo lavoro.

Appunti buttati alla rinfusa su alcuni fogli bianchi di recupero: materia grezza, una specie di blocco d’argilla ancora del tutto da plasmare, e lo scultore è principiante. Vediamo cosa c’è scritto.


Aree tematiche:

Elementi naturali, paesaggio, colori, profumi, vita contadina, radici, appartenenza. Es. Canzone di sera, Dove va la stagione, Al fiumeUn altro giorno, ma anche un accenno nella recente La disciplina dell'amore (Sono nato da un profumo di collina e di grano...) Temi legati alla natura, all’appartenenza, al ricordo costante di un mondo difficile che va scomparendo, ma che appare autentico, costituisce un valore.

Tematiche sociali, impegno civile, riferimenti a fatti storici; malessere esistenziale, tematiche femminili.
Es. Natalina (guerra partigiana) Canzone per Nadia (aborto clandestino) A Rocco (malattia mentale) La sentinella (l’insensatezza della guerra, l’inadeguatezza del soldato che vuol tornare a casa), 1968. Dopo, Il suono delle campane, Povero me, (già fatto) Sglobal (nata da una riflessione sui fatti di Genova del 2001), Lucy (violenza sulle donne, già affrontato) La mia gente se ne va, Idra…(vecchia e nuova emigrazione).

Affetti familiari: Canzone a mio nonno, Dolce vita, Aria di famiglia.

Comunicazione: desiderio, capacità, ansia, difficoltà es. Gli occhi, (andare oltre le parole, la realtà troppo evidente) Due ore…(che camminiamo e non parliamo: soffro solo a immaginarlo).

Amour: declinato in molti modi, frequenti flashback di amori passati. Dalle più lontane (Piove e non piove, Dicembre) nel tempo a quelle più recenti, (es. Un po’ di tempo ancora) ci si pone sempre la stessa domanda: sei sola, hai qualcuno che ti consoli, hai qualche rimpianto, ripensi al passato? più spesso con tenerezza, qualche volta con rabbia e rimpianto (Un giorno qualunque)
Poi ce ne sono molte altre, senza flashback. L'amore è onnipresente, per fortunaa. Certo ogni amore porta con sé delle conseguenze, ma per Mimmo è fondamentale la disciplina.

Ancora amour, un po’meno romantico, anzi con una vena un po’ mascalzona, condita di ironia e giocosità (Il treno della notte) l’invito a vivere l’hic et nunc, o ogni lasciata è persa (Una vita che scappa) soprattutto perché non ho più vent’anni ma tante energie da spendere (Aiuto!) o anche perché sono un po’ cinico, ma onesto: ti metto subito in guardia (I musicisti son così). Giorno di noia: possibili rimedi per contrastarla.

Il viaggio, il movimento, l’esigenza di spostarsi, di coprire distanze. Riferimenti a città amate.
Un vero breviario del viaggiatore: Portamenti turistici
Atmosfere retrò in citta amate: Vienna 1936; La pioggia e l’esilio. (Parigi e il suo cielo.)

Il viaggio più importante è quello dentro di sé, tutto Idra ne è testimonianza, Scuro quella che chiarisce meglio il senso e l’importanza di questo viaggio, la discesa in sé stessi. Il bambino e il destino.

Istanza di libertà: una per tutte, Vola vola vola, l’emblema, ma molte altre canzoni regalano un’immagine di libertà vissuta non solo come valore alto, ma come necessità minima irrinunciabile anche nella quotidianità.
Può essere una corsa in macchina, il vento nei capelli, (Auto monoposto, Bon voyage...) un treno che ti porta via.

Il tempo, con i suoi inganni, il tempo sempre presente nella produzione passata e in quella recente, un motivo dominante.


Le riflessioni di un uomo maturo mi sembrano più interessanti, le malinconie e le dolcezze evocate da paesaggi stati d’animo:
L’inverno, L’autunno dopo tutto, Un po’ di tempo ancora, L’attesa. (E tutto passa in fretta, ma scorre lentamente/ e dura solo un attimo ma poi rimane qui per sempre)

Ancora: la speranza, la fiammella di Piccola luce
Le dichiarazione programmatiche di Lettere dalla riserva.

Ancora senso di appartenenza, orgogliosamente sottolineato (Siamo noi)
La nicchia per tutte le sue cose di Alice è felice, il passaggio segreto che porta alla luna…non è detto che i nostri passaggi segreti coincidano, però è importante che uno al momento opportuno li sappia riconoscere e utilizzare.

E poi, non si può essere spettatori passivi: correre, (Correre Baby) partecipare, (Svegliati amore) non sapere esattamente cosa, ma nonostante il disincanto e la presa di coscienza che tutto è già scritto, forse ancora si può fare qualcosa, se non altro non buttarsi via (Qualcosa farò).

Canzoni cinematografiche, canzoni che immediatamente evocano immagini, atmosfere oniriche, bianco e nero: La pioggia e l’esilio, Tango dietro l’angolo, L’interpretazione dei sogni, Piano piano, Anna di Francia che dal cinema è stata ispirata…. molte altre, è una sua caratteristica: Lui le canta, immediatamente le vedi, se vuoi vedere.

Compresenza di più aspetti nelle stesse canzoni. Piani di lettura diversi. Una certa complessità in molti casi.

….Questi sono davvero i miei appunti, casualmente e occasionalmente buttati giù stamattina in assenza di computer, in maniera clandestina, in un momento in cui ho individuato il mio passaggio segreto che porta alla luna, tra un'occupazione e l’altra, un pensiero e un altro. Li lascio così, non voglio privarli della spontaneità del momento: ho attinto al mio patrimonio di tesori che Mimmo mi ha regalato e che custodisco con cura.


Spunti di riflessione e di approfondimento, fotografati a uno stadio embrionale. Vedremo cosa ne salterà fuori: magari un paragrafo per ogni spunto, magari rimarrà solo lo scheletro. Non lo so, qualcosa forse, anche se tutto è già scritto, qualcosa farò.

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