Mimmo & Greg

Mimmo & Greg
Grazie Mariangela, grazie Mimmo!

domenica 10 aprile 2016

ALLUCINAZIONI UDITIVE

Troppe emozioni possono far male e tirare brutti scherzi. Un po' quello che sta capitando a me in questi giorni. Aspetto un disco per il quindici di aprile e me lo trovo quasi sotto casa con largo anticipo, poi scopro che già il primo (come in effetti avrebbe dovuto essere), un accattivante Mimmo-Serge lanciava sguardi seduttivi ai clienti dei Feltrinelli Village...Ho evitato di parlarne finora, ma non resisto più, alla faccia della riservatezza e delle scontate reazioni di detrattori e scettici. Mentre curiosavo tra le file dei dischi, ordinatamente disposti per sezioni e per ordine alfabetico, arrivata a quella dei cantautori italiani, lettera M, mi sento chiamare: Ehi, Folghy, ti ho trovato un po' di lavoro... Lascia perdere tutto il resto e concentrati sull'ascolto del mio disco, e poi guarda il video ufficiale di Confusi in un playback: ti anticipo solo che indosso parte della mia collezione di occhiali da sole, ma anche un bellissimo paio da vista e faccio una passeggiata in riva al mare con un cappotto nero lungo che è la fine del mondo! Vedessi come mi slancia! Ho un cappello nuovo che me lo invidiano tutti! E poi canto anche, sai, in playback, certo, io muovo le labbra, ma la voce in sottofondo è quella del Liga. Si, mi sono divertito a destabilizzarvi, voi zoccolo duro. Ma hai visto che primi piani, hai visto che sguardo, e cosa ne pensi della mia mosca da far invidia a D'Artagnan? Una signora mosca! - Io non credo alle mie orecchie, penso di essere in preda ad una allucinazione uditiva.. Insomma, sento le voci! - Allora, cosa fai ancora lì impalata, prendi il disco e corri a lavorare... ascolta, medita, pondera, rifletti, scrivi, fai la persona seria. Mi hai estenuato per anni con la storia del disco che non usciva mai, e ora che ce l'hai, non ti muovi? Metti il turbo, e vedi di non scrivere le solite sciocchezze. 

Caro Cantante, perdonami, ma la mia vera natura ogni tanto prepotentemente si fa largo, non posso sempre imbrigliarla, devo assecondarla, altrimenti altro che allucinazioni uditive... Ciò non significa che io non abbia ubbidito, lo sai che scatto sempre sull'attenti: ho ascoltato anche il secondo CD. Non posso fare a meno di pensare che il duetto con Frankie  sia venuto così bene grazie a quei pasticcini così buoni... ma...
Tempo al tempo.

venerdì 8 aprile 2016

PRIME IMPRESSIONI



Come racconta l’immagine pubblicata ieri, ho finalmente tra le mani e davanti agli occhi Serge. No, non l'ho subissato di domande, l'ho lasciato tranquillo cercando alcune risposte nel libretto accluso al disco. L'ho letto con molta cura e mi sono soffermata sui ringraziamenti, sinceri, pensati, motivati. Avrà dimenticato qualcuno? 
Non è stato, questa volta, molto complicato reperire il disco, perché dopo un tentativo andato a vuoto in un Feltrinelli point del centro della città, la ricerca è andata a buon fine in un Feltrinelli Village periferico molto grande e fornito. Grazie alla lungimiranza di un distributore illuminato, il disco é arrivato ai confini dell’impero. Mi soffermo sui dettagli perché magari qualcuno delle mie parti che legge se ne giovi e sappia che Mimmo è già tra noi e non occorre farselo spedire.




Di notte, dopo aver combattuto non poco con la pessima confezione di plastica interna che aveva intrappolato i CD e non voleva affrancarli, riesco ad ascoltare il primo. Un solo ascolto permette appena di esprimere sensazioni. Piccoli cambiamenti ha un testo che fa riflettere, alcuni versi sono molto ben riusciti, e una musica incalzante, ma è nuova, dobbiamo approfondire la conoscenza. Nel complesso il lavoro mi sembra, per usare una espressione che Mimmo usò per Tango dietro l’angolo, un disco azzardato, innovativo e sperimentale, a tratti spericolato. Dentro c’è il vecchio (mi riferisco all’utilizzo di tracce di un passato anche molto lontano, in cui sono presenti anche persone che non ci sono più, o che da tempo non collaborano più con Mimmo), ma si tratta di un vecchio in parte inedito,  e il nuovo: le canzoni dovrebbero essere state tutte ri-cantate, anche se nel caso di un duetto, ho un dubbio, non sulla voce di Mimmo, ma del sodale: non mi sembra quella di oggi. Ci sono, accanto ai vecchi, nuovi musicisti; c’è un’alternanza di lento-lentissimo dolce dolcissimo-struggente, e di veloce-velocissimo. Canzone di sera amata in egual misura dal pubblico e dal cantante, è un esempio bellissimo della prima categoria. La spericolatissima versione di Aiuto, che già di suo è spericolata e anche inconsueta come tema, per Mimmo, è un esempio di estremizzazione totale. Le chitarre di Britti richiamano il suono di una lama sul ghiaccio, o sul metallo.

Degna di nota Che fine farò, che mette insieme tre voci diverse tra loro, ma ugualmente interessanti, anche se dentro di me ho espresso una preferenza... sghemba. Ho evidentemente avuto una visione obliqua.
Chiude il primo Cd I musicisti son così, in una versione lenta e ancor più disincantata.
In mezzo le altre: Cala la luna, che si fa trina per l’occasione, e che da sola potrebbe valere l’album. Inevitabilmente ci riporta ai live, con quella lunga introduzione strumentale, qui ancora più lunga e intrigante. Ben eseguite, ma senza sorprese particolari Aria di famiglia con il coautore, e Due amiche. Sempre altamente evocativa La pioggia e l’esilio.

Del secondo CD ho ascoltato, ma in tutta fretta, Confusi…  e Come viviamo questa età. Anche Liga ha postato oggi il video di Confusi..., e mi è sembrato anche questa volta, al di là del fatto che nel disco e nel video  c’è anche lui, un bel gesto di amicizia. Ho letto alcuni commenti di giovani che ignoravano l'esistenza di Mimmo;  ringraziano L. per aver dato loro dato la possibilità di conoscerlo. Quanto a Come viviamo, questa versione molto dolce, direi struggente, ma pacata, svuotata della rabbia che la connotava, sembra quasi avvolgere di una coltre affettuosa tutti i ragazzi di provincia che un tempo sognavano spazi interni ed esterni più vasti. 

Non mi rimane da fare altro che: a) ascoltare il secondo CD; b) annotare veloci impressioni; c) ascoltare di nuovo l’album nella sua interezza; d) scrivere considerazioni più puntuali; e) raccontare alla maniera di Folgorata il video (la parte a me più gradita, perché non sono una che recensisce, ma una gioiosa, serissima cialtrona). Tabella di marcia impegnativa, ma spero di farcela.


Infine, come promesso, aprire lo Champagne. 

giovedì 7 aprile 2016

mercoledì 6 aprile 2016

NOTIZIE BOMBA!!!

Svagato controllo della posta, in mezzo alle solite comunicazioni di servizio, groupon vari, bollette online e altre quisquilie, occhieggia l'e-mail di un amico gentile che mi dice di aver appena comprato il disco di Mimmo, per giunta in un negozio. Come - penso - non doveva uscire il 15? Ci sarà stato un altro piccolo cambiamento? O sarà che l'amico vive e opera nella patria natia del Cantante, il quale  magari ha voluto che i corregionali avessero l'onore dell'anteprima? Negozi di dischi qui da me ne son rimasti pochi, e neppure in quei pochi si trovavano, in passato, quelli di Mimmo, che avevo sempre acquistato online. Che l'ultimo adesso ci sia, che so, da Feltrinelli? Può essere. Facendo una gara di velocità e inciampando sui tasti mi fiondo su IBS, e cosa vedo? Piccoli Cambiamenti, doppio Cd: c'è già e quindi posso procedere con l'acquisto. Tra qualche giorno avrò Serge davanti agli occhi e tra le mani e gli potrò fare un bel discorsetto! Gli dirò, per esempio, che mi fa molto piacere che faccia i plumcake, ops, gli showcase nelle librerie, che si intrattenga con il pubblico, che mi auguro lo stupisca con domande acute e inconsuete, e che si trattenga a firmare le copie con quella sua scrittura da adolescente pasticcione degli anni sessanta, quella che la grafologa mi aveva detto: in genere sono necessarie almeno quindici righe per disegnare un piccolo ritratto, ma qui con solo due righe a disposizione posso dire che chi scrive è un uomo, che ha una vena artistica spiccata, una buona dose di spiritualità, ma anche solidi aspetti di concretezza. Oh, caspita, mica le avevo detto di chi si trattasse!
Dopo tante peripezie, come nelle favole, c'è l'happy end. Il sortilegio del mago cattivo non ha avuto l'esito sperato: il disco è uscito, presto lo potrò ascoltare, potrò scriverne, Mimmo continuerà a presentarlo nelle librerie e nei locali; fisserà nuove date nelle varie regioni d'Italia (quando a Pontedera? quando a Povegliano Veronese, quando a Canicattì e quando a Magomadas?), ci sarà qualche intervista nei giornali nazionali e locali, qualche partecipazione radiofonica e televisiva, e poi arriverà un'altra estate e canterà sotto le stelle, dopo sarà di nuovo ottobre, una sosta per la vendemmia, e poi di nuovo in giro, un'altra stanza un altro hotel.
Spero che gli dia soddisfazioni, questo disco, e che al di là dei soliti vecchi appassionati lo comprino, lo ascoltino e lo apprezzino in tanti, perché, non dobbiamo dimenticarlo, Mimmo è un grande artista.

martedì 29 marzo 2016

COPERTINA DEL SINGOLO

L'immagine che Mimmo propone per il singolo Confusi in un playback - in uscita il giorno 8 aprile - in cui duetta con Ligabue, mi è subito sembrata familiare. Essa rappresenta due giovani che camminano accanto con passo sincrono, forse a significare una comunanza di intenti e una identità di vedute. Il giovane a sinistra potrebbe, come suggerisce Piumino, amico di questo blog e estimatore e fine conoscitore del Cantante, ricordare Mimmo da giovane. Concordo: prendetelo, intento a cantare Canzone di sera appollaiato sullo sgabello del Folkstudio, mettetelo in piedi e poi di spalle, sembra proprio lui. Il fatto è che l'immagine è uno dei fotogrammi del documentario del 2005, Tra Roma e l'Abruzzo, della regista tedesca Petra Reinfelder, andato in onda nella rete televisiva tedesca Bayerischer Rundfunk, all'interno di un ciclo intitolato L'Italia dei cantautori. I due giovani passeggiano a Penne, dopo il tramonto, in una atmosfera che quasi richiama Blade Runner, piena di mistero. In sottofondo le note di Come viviamo questa età. Poi via via il mistero si affievolisce, i due appaiono sotto un cono di luce più viva e la somiglianza svanisce. Chi siano i due in fondo non ci importa. Che sia un vecchio fotogramma fornito dallo stesso Mimmo che passeggia nella sua città con un amico di gioventù, che siano due giovani di epoca più recente, quel che conta è ciò che l'immagine vuole rappresentare: scene e stati d'animo di una vita di provincia, ben descritte dalle parole  della canzone che ne costituisce il commento sonoro. L'immagine ben si adatta anche a Confusi in un playback versione 2016, dal cui ascolto ci separa ormai pochissimo tempo. Non per niente Mimmo l'ha scelta.

martedì 22 marzo 2016

MIMMO O SERGE?

Il 15 aprile non prendete impegni, perché questa è una data che ricorderete a lungo. Esce quel famoso Piccoli cambiamenti che mi ha fatto perdere talvolta il sonno, e anche un po’ la testa, e la cui gestazione tormentata mi ha fatto anche un po’ tribolare. Un piccolo colpo al cuore quando ho saputo che Mimmo aveva fatto a pugni con la pop art, e che il disco sarebbe uscito il 27 settembre con un nuovo titolo emblematico, un altro quando la data è stata spostata al 15 gennaio, ma nessuna extrasistole quando si è parlato di primo aprile, perché tanto sapevo che prima o poi, quella bottiglia di lussuosissimo Champagne che tengo in serbo per l’evento, avrei avuto modo di stapparla in tempi ragionevoli. E cosa sarà mai una quindicina di giorni, quando la frequentazione con Mimmo ha prodotto in me non piccoli, ma grandi cambiamenti, al punto che, se prima ero una del tipo tutto e subito, ora sono diventata ben più tollerante nei confronti dell’attesa, anzi, in questi circa quattro anni (da quando si è iniziato a parlare della eventualità di un disco, prima special edition omaggio ai fedelissimi, divenuto in corso d’opera disco celebrativo), ho imparato ad apprezzarla, a gustarla ed ora quasi quasi vorrei poter aspettare un altro po’.

Tutti quanti noi (anche noi, siamo noi!), allertati nel nome di Mimmo dagli avvisi di Google, abbiamo avuto modo di prendere visione delle canzoni contenute nel doppio Cd (10, tra cui l'inedito che dà il titolo all'album + 9, più bonus) e abbiamo potuto constatare come Mimmo abbia con raro equilibrio e una certa dose di spericolato equilibrismo, accontentato se non proprio tutti, molti, compreso se stesso e in parte chi scrive (curiosa di sentire il duetto di Come viviamo questa età). La scelta non deve essere stata facile, e credo che Mimmo non sia andato a colpo sicuro a costruire la trama del racconto, ma l’abbia più volte modificata. I duetti: mi sarei divertita a mischiare un po’ più le carte, e mi riferisco in particolare a Due amiche e Il suono delle campane. Ma magari sarò la prima a sorprendermi di cose che senza averle sentite mi sembrano già sentite. Mi spiace che neppure un pezzo di Clandestina abbia avuto una seconda possibilità.

E che dire della copertina del disco che ci è stata generosamente mostrata in anteprima? Un Mimmo un po’ sgualcito e lievemente maudit, con la barba di due giorni, aspetto da duro e sguardo tenero, che sembra strizzare l’occhio a Serge Gainsbourg. Uno disincantato, che le ha viste e provate (quasi) tutte, insonne cronico per scelta, con la pellaccia dura ma all’occorrenza col cuore tenero. Piccoli cambiamenti interiori, ma anche  esteriori (e non mi riferisco ai normali mutamenti legati al passare degli anni), di uno che in fondo sotto sotto è ancora quello duro e puro di quaranta, o di trent’anni fa,  ma che col tempo forse si è lievemente ammorbidito, e non disdegna di infondere nella sua vita una piccola dose di giocosità e di ironia, quindi di leggerezza.

Tutta salute. 

mercoledì 9 marzo 2016

SOFFITTE E SCANTINATI

Ho notato con piacere che il meccanismo per lungo tempo inceppato, opportunamente oliato e revisionato, ha ripreso a funzionare. Con uguale piacere ho letto l'articolo che partecipa il parto ormai imminente, in cui Mimmo fa riferimento a visite un po' reali, un po' metaforiche in soffitta (ma la soffitta è più probabilmente un armadio, uno scaffale, un archivio), da cui ha attinto il materiale che gli è servito nella lunga gestazione del disco. Oggi cita la soffitta, presente anche in una delle mie canzoni preferite che chissà se sarà nel novero delle venti (mi riferisco evidentemente all'Inganno del tempo), nel 2009, anno in cui uscì Idra, frequentemente parlava della discesa negli scantinati della sua anima, scandagliati non senza una buona dose di sofferenza. Attrazione per luoghi reconditi e spesso coperti di ragnatele, talvolta senza illuminazione o con illuminazione insufficiente, che si raggiungono per tuffarsi nelle vestigia del passato, o per cercare pace e pensare.
Ventidue giorni ci separano, se dobbiamo prendere per buona e definitiva e non meramente indicativa la data del primo aprile, dall'evento annunciato. Calendario alla mano, cominceremo a depennare le caselle. Poi, finalmente, dopo tanto digiuno o piccoli bocconi, arriveranno porzioni robuste di Cantante. Sarà un bel convivio.

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