Mimmo & Greg
Grazie Mariangela, grazie Mimmo!
domenica 29 gennaio 2012
REAZIONE PREVEDIBILE GIOIA INCONTENIBILE
mercoledì 25 gennaio 2012
RADIO FOLGORATA
Motore e anima della radio è Folgorata che non si avvale della collaborazione di alcuno, perché è fortemente accentratrice e decisionista: fa tutto da sola, e a volte è tanto stanca che si addormenta in diretta. Manda ininterrottamente le canzoni di Mimmo, partendo da Non rimanere là fino a Idra, per tutto il giorno, interrompendo solo quando il palinstesto lo richiede. Inizia a blaterare alle ore 1,30 con Facciamogli compagnia con una storia: Mimmo è sveglio e Folgorata gli racconta una storia per farlo addormentare, così il giorno dopo, se deve lavorare è più riposato e non ha le occhiaie.
Intorno alle 3, 15 va in onda Accadde quel giorno, rubrica di approfondimento biografico su un particolare episodio della vita di Mimmo, dalla vita fetale ai giorni nostri. La prima, che ha riscosso molto successo è stata Campione di tuffi nel liquido amniotico. Grande seguito hanno avuto anche Quel giorno che ancora minorenne firmai le cambiali per comprare l’organo, La mia prima volta da solo allo spettacolo serale al Folkstudio con un solo spettatore e Ora vi racconto quanto è intelligente Frankie: quattro veri super-classici, ma gli aneddoti sono circa 250 e c’è da rimanere sbalorditi. In esclusiva per i lettori eccone uno che solo in pochi conoscono, perchè Mimmo, che come è noto non ama vantarsi, lo ha raccontato solo a pochi intimi, una sera a cena, e non ha permesso che la stampa specializzata lo diffondesse.
Un fatto che ha del prodigioso.
Ogni giorno Folgorata legge in diretta un’intervista rilasciata dal Cantante ai principali quotidiani e alle principali riviste musicali, dal 1977 in poi. Spesso, ma non tutti i giorni, fa sentire registrazioni di sue partecipazioni alle più prestigiose trasmissioni radiofoniche nazionali. Quella ad Attenti a Pupo, con lo spettatore raggiunto al telefono mentre masticava sonoramente, ha avuto un successo strepitoso. Ugualmente il collegamento telefonico a Check-in, andato in onda alle quattro del mattino, dove Mimmo precisava “Si scrive Timisoara, ma si pronuncia Timiscioara” “Di nuovo, Folgorata – Faccelo sentire ancora una volta" – Chiedono gli ascoltatori entusiasti…” Ed ella – apparentemente crudele e insensibile, ma è solo nel loro interesse – “Tempo al tempo, non siate ingordi”.
In progetto, non ancora realizzato perché è in corso una delicata trattativa, What about Mimmo, con il coinvolgimento benevolo di chi lo ha conosciuto, star internazionali comprese.
Già in onda Al cinema con Mimmo, e Cosa c’è tra le pagine dei suoi libri? Qualcuno parla di pesciolini d’argento, qualcuno di petali di rosa, altri di segnalibri a punto croce.
Mica è finita qui: altre rubriche di rilievo nell’economia del ricco palinstesto sono Aforismi e proverbi di Mimmo e Lezioni di economia domestica: Come preparare una confettura in tutta sicurezza e Consigli per un cambio di stagione veloce e razionale hanno ottenuto il picco di ascolti. In seguito sarà proposto un tema molto spinoso: si sa che a stirare il nero si rischia di lucidarlo, quindi ci avvarremo dell’esperienza di Mimmo, anche in questo delicato campo.
La Direttrice dell’emittente invita tutti a seguire in streaming Radio Folgorata, dato che in FM può essere seguita solo nel territorio regionale, dove ahimè, altre emittenti più potenti, invidiose del successo dell’ultima nata, la osteggiano in tutti i modi e le si sovrappongono: brutta cosa l’invidia.
Certo la ciliegina sulla torta sarebbe stata la presenza, se non di persona almeno in collegamento telefonico, dello stesso Mimmo. Ci ha provato in tutti i modi, Folgorata, ma Egli non ha voluto sentire ragioni, anzi non l’ha voluta sentire proprio.
Ecco cosa l’artista ha dichiarato in proposito, a fonti accreditate a lui vicine.
“Ho sempre dichiarato di amare la radio, ma c’è un limite a tutto. Questa signora è un’avventizia, una senza nessuna esperienza, e non può improvvisare soprattutto se l’oggetto di tale improvvisazione sono io. Le ho permesso di baloccarsi un po’ con la scrittura, ma la radio proprio no. A parte che non ho mai rilasciato dichiarazioni su come stirare i capi neri senza lucidarli, (forse fa confusione con le mie indicazioni su come smacchiare le cravatte schizzate di sugo di castrato…) ne’ su miei presunti ottimi posizionamenti nella categoria tuffatori nel liquido amniotico, penso che non potrò mai dare il mio placet a un’operazione di questo tipo, seppur condotta senza fini di lucro e pur apprezzandone l’intento benevolo, proprio per l’assoluta mancanza di professionalità. Inoltre c’è un contenzioso aperto riguardo all’uscita di un libercolo della signora in oggetto, che ha scritto, pubblicandola a spese sue, una guida per la regolamentazione del comportamento delle groupies over cinquanta ai miei concerti. Il titolo è, Groupies gold age, si fa così! Esplicito è il riferimento al lancio di pancere, collant termici 150 denari, sgraziati guanti di pile imbottiti di pelliccia sintetica. Fin lì avrei tollerato, ma sul palco mi sono ritrovato delle protesi dentarie, spesso con il chewing gum attaccato, che le signore sostengono di lanciare in segno di apprezzamento. In realtà il vero motivo è avere un bieco pretesto per venire a riprendersele alla fine del concerto, ed estorcermi così un autografo o una foto o chissà che altro. Folgorata nel suo libro non ha preso una posizione netta in proposito, lasciando alle fan sue coetanee ampia libertà di scelta. Una che si proponga come guida, deve saper fornire indicazioni precise e rigorose. Colgo l’occasione per dire che gli oggetti lanciati sul palco non saranno restituiti, ma gettati nel secco indifferenziato da un mio incaricato.
Infine, ma questo avrei dovuto evidenziarlo fin dal principio: pensa Folgorata che io attendessi l’istituzione di una minuscola radio di provincia a me dedicata? Non sa, lei che dice di saper tutto su di me, che già a New York esiste una Radio Scuro, che manda ininterrottamente le due versioni del mio successo, per tutto il giorno, da maggio del 2009 a oggi, e che un’emittente con intenti simili esiste anche nel bernese, la celebre Radio Hotelsong? Quelli sono veri professionisti. Da loro sono stato più volte ospite e spero di esserlo tante altre volte ancora.
Non mi sento di rilasciare altre dichiarazioni. Grazie.
Questo è quanto: Folgorata comprende le ragioni dell’artista, ma dopo tanto lavoro non può rinunciare alla sua nuova creatura. Radio Folgorata vivrà, contro tutto e tutti. Per un ideale si deve lottare. Si sente solo di lanciare un appello: “Colleghe groupies gold age, piantatela di lanciare dentiere, soprattutto nel vostro interesse: tanto non ve le rende - l’ha capito che è tutta una scusa per poterlo avvicinare - e poi dovete rifarvele nuove.”.
giovedì 19 gennaio 2012
TALVOLTA MI DOMANDO
mercoledì 11 gennaio 2012
L'ESCLUSA
Ecco il sito del Rotary in cui si possono trovare maggiori informazioni sull’iniziativa End polio now
http://www.rotary.org/it/serviceandfellowship/polio/pages/ridefault.aspx?gclid=COjH4MWHyK0CFQsf3godz3hOjw
E anche un sito dove si possono trovare notizie sulla poliomielite.
http://www.epicentro.iss.it/problemi/polio/polio.asp
…Chissà che all’ultimo momento la sorte non dia una brusca sterzata nel verso giusto, così da permettermi di prendere al volo un volo e di ESSERCI, fisicamente intendo, (ci sono svariati altri modi per esserci). Ora vado a cercare il Libro V dell’Antologia palatina, a caccia di quella mia collega di tanto tempo fa, L’Esclusa, che urlava tutto il suo dolore disperato davanti a una porta sprangata.
mercoledì 4 gennaio 2012
TRE LIBRI MI SONO RIMASTI
DIETRO OGNI RICERCATORE UN VALENTE ASSISTENTE
tre libri davanti a me tre libri di poesie nelle immagini di copertina un signore che ha fatto tante cose il poeta lo scrittore il songwriter mi sembra di aver messo le attività nella giusta sequenza cronologica secondo me questo signore si è semplicemente fatto la vita che voleva quando scriveva quando cercava l’ispirazione nell’isoletta greca con la sua donna amata senza luce senza televisione a contatto con la natura e con qualche altra cosa proveniente dal mondo vegetale poi anche nel monastero zen o quando faceva la bella vita e si fidanzava con le attrici di trentanni più giovani insomma si è fatto la sua vita come meglio gli è piaciuto l'avrà conosciuto mordecai quello della versione di barney ma io ho letto del suo anno a gerusalemme stessa età stessa comunità stessa città mica tutti lo sanno che è prima di tutto poeta questo signore magro elegante col cappello e basta con questo cappello e col gessato quand'ero ragazzina mi innamoravo di quelli che sapevano cose che altri non sapevano simenon tutti dicevano maigret ma quel ragazzino in tempi non sospetti leggeva pedigree e lettera al mio giudice e come fai a rimanere indifferente stessa cosa cohen canta di nancy e di suzanne si ma guarda che è poeta io le leggo in inglese le ho comprate a newyork un sacco di gente comune e straordinaria ne ha fatto un simbolo metti i cantautori di casa nostra che lungi da me che uno solo perché scrive canzoni sia così straordinario soprattutto di una certa generazione che adesso ha tra i cinquanta e i sessanta ma anche più giovani o più anziani certe canzoni piene di citazioni fabrizio ha cantato nancy e suzanne come si fa a non impazzire per suzanne che è mezza matta e per questo che la cerchi e ti nutre a tè e arance che ha portato dalla cina mica è vero che ci sono solo poesie anche canzoni e brani di prosa alcune brevi cristalline di bellezza adamantina altre lunghe contorte a me incomprensibili cosa c’è dentro dentro c’è un uomo dove quell’uomo affonda lezioni di talmud e reminiscenze ataviche di sinagoghe umide rotoli della torah cantico dei cantici lune stelle e silenzio che trovatemene uno anche il più marcio che non le mette poi c’è l’amore e c’è la notte e ci sono donne e corpi e seni e capelli e grovigli e il mare e il pianto per un amico che ha saputo morire e finestre sulla città e attese e cinismo e disincanto e partecipazione c’è il viaggio e tracce di epigramma greco e ci sono incastri di pensieri e c’è l’uomo che non è più un uomo e c’è il gerarca che a vederlo sembra un uomo normale con abitudini normali e poi c’è hydra 1963 l’ho cercata tanto senza cercarla davvero fino a poco tempo fa e solo ci ho messo un po’ perché son partita dalle spezie della terra e non c’era e poi non l’ho trovata nei parassiti del paradiso mi dicevo non può essere in confrontiamo allora i nostri miti che a hydra ancora non c'era arrivato nel 56 mimmo c’è andato quando l’hanno presentato a roma due anni abbondanti fa qualcuno scrive che ha fatto un intervento con curatori e traduttori qualcuno che ha solo cantato non lo so ma c’era perché lui le ha tradotte e musicate certe poesie del poeta che piace alle donne e confessa che per quello ha iniziato a scriverle che dalle poesie si lasciano sempre incantare le donne credetemi son di più quelle che corrono dietro ai poeti anche senza una lira che a quelli con grandi patrimoni chi se ne frega dei patrimoni sai quanti ce n’è pieni di soldi che non valgono niente ma se uno è poeta e cantante e ricco meglio per lui l'importante che uno non sia tirchio di soldi ma soprattutto di sentimenti insomma al cairo quel 28 gennaio 2007 come sarà andata e il pubblico sarà stato un pubblico da occasione mondana o qualcosa capiva aiuto il primo dell’anno guardo in tv il concerto per violino e pianoforte nel nostro teatro lirico la violinista giovane splendida padronissima della situazione il pianista mi pare sovrastato dalla grandezza di quella splendida creatura bionda inquadrano il pubblico volti conosciuti politici gente nota gli hanno regalato il biglietto o anche se l'hanno pagato ci sono andati perchè bisognava esserci se gli chiedi cosa hanno ascoltato giuro solo pochi te lo sanno dire insomma hydra era dentro l’energia degli schiavi edizione minimum fax 2003 veramente li dentro ci sono anche poesie da fiori per hitler hydra è lì e io tutta contenta finalmente l’ho trovata tutta intera avevo letto solo alcuni versi nel sito del cantante insomma ma era emozionato al cairo più che in altre occasioni ma mai e poi mai lo saprò quali altre poesie ha tradotto e musicato mai lo ha detto e mai glielo hanno chiesto sarà rispuntato fuori il libro dal suo disordine ordinato e che edizione sarà stata certo questa sono sicura non l'ha cantata al cairo non mi ero accorto finchè t'ho visto andar via del tuo culo perfetto perdonami se non mi sono innamorato del tuo volto e della tua conversazione troppo breve finisce subito questa sarebbe stato bello l'avesse cantata
Quando sono soli il padrone e lo schiavo si abbracciano.
Non lo dirò al banchiere ne’ al dottore.
Guardateli, contemplano il sole scendere
dietro il monte che non è di nessuno.
Non sanno niente ne’ di alleanze ne’ della fenice.
Stasera il colle scende
Magnifico dietro una montagna,
e i miei due uomini
sogneranno mille volte questa scena
negli intervalli della reciproca punizione.
Dopo tre tentativi insoddisfacenti pieni di date e dati precisi e indicazioni bibliografiche, da vera studentessa diligente, mi sono lasciata andare a una specie di flusso di coscienza, pensieri diventati scrittura, senza maiuscole e punteggiatua, alquanto caotici, senza tener conto di principali e subordinate che quando penso accantono la consecutio. Mi sono rimasti tre libri, tre raccolte dell'autore canadese pubblicate dalla casa editrice Minimum fax, che ha in catalogo autori e titolo molto interessanti, (uno solo per esempio, Carver) che mi hanno fatto compagnia in questi giorni di fine e inizio anno. Sono L'energia degli schiavi, pubblicato nel 2003, Le spezie della terra del 2010, e Parassiti del paradiso recentissimo, del 2011. Non posso non citare i traduttori: Giancarlo De Cataldo e Damiano Abeni. Mi rimane sempre qualcosa: a volte mi domando se rimanga qualcosa a qualcuno, di quello che scrivo... chissà.
Almeno il mio augurio per questo nuovo anno, infante di quattro giorni, vorrei giungesse a chi legge. Non riesco a essere molto ottimista, certo è un limite mio, tuttavia vorrei che gli altri lo fossero. Buon anno.
giovedì 22 dicembre 2011
UN PADRE E UNA FIGLIA
Esco, dunque qualche giorno fa, e trovo una copia (unica) del libro su Stefano Rosso. Lo apro subito per scoprire dove sia il Cd, che a tutta prima non svela tracce di sé, e lo trovo nella sua custodia di cartone in mezzo alle pagine. Mi metto a curiosare: la parte più strettamente giornalistica, a cura dell’autore di Sognadoro e altre storie – nota biografia di Mimmo che ha avuto il suo imprimatur - a cui evidentemente le storie piacciono molto, perché compaiono anche in altri titoli dedicati ad altri autori: anche nel libro su Rosso c'è un capitolo intitolato Lo spinello e altre storie (più o meno disoneste). C’è tutta la discografia di Stefano opportunamente commentata dall’autore, ci sono le notizie biografiche e artistiche essenziali date con sobrietà, perché l’autore proclama la sua distanza da chi, nello scriverne, fa le pulci ai cantanti.
Infine i contributi degli amici, produttori, giornalisti, musicisti e cantautori che lo hanno conosciuto e frequentato, tranne uno, Lolli, che personalmente non lo ha mai conosciuto, ma riesce a scrivere su di lui un pezzo sobrio e coinvolgente. Ciascuno degli amici ne ricorda le caratteristiche, gli aspetti salienti e una serie di episodi vissuti insieme.
Mimmo esce un po’ da questi schemi e ci mette di fronte a una possibile serie di scatti fotografici o di sequenze di film che raccontano una canzone di Stefano. Ricorda l’amico senza citare ricordi comuni, in un modo a lui congeniale. Avrei riconosciuto che era un pezzo suo anche se fosse stato anonimo.
Ecco, questo potrebbe essere il soggetto di un film, o la trama di un romanzo. È invece lo svolgimento di una poco conosciuta canzone di Stefano Rosso. Ma è un po’ come la sua vita. Metteteci attorno una erre moscia che stona dentro un parlare “romanaccesco”, una tonnellata di tic, una sotterranea genialità, una barbetta confusa su una faccia a metà tra lo zingaro e il cortigiano della Roma papalina, uno sbattere ritmico e continuo di ciglia, una fragile vulnerabilità, il vino, un disorientato talento umano, i lupini, le coppie, Via della Scala, “mio padre diceva…non ricordo più”, due amici la chitarra e lo spinello, la continua urgenza di qualcosa, l’odore delle osterie, gli anni Settanta, chissà cos’altro ancora e voilà: “A Ste’, ma che fai, parti?”.
Infine l’ascolto del Cd. Canzoni che non avevo mai sentito prima, come la canzone dei mesi, che in realtà s’intitola Canzone per un anno, tema che attrae i cantautori, oppure la canzone nata in una pensione milanese, scaturita dalla provenienza di strani rumori dalla stanza a fianco (Gina blues). Poi quella in cui racconta con sincerità e ironia di un periodo non proprio positivo della sua vita, quella dei medici burloni*** (Neurologico Reggae). Le altre più note, qualche pezzo non suo. Qualche piccolo racconto di Stefano tra una canzone a l’altra, con quella sua voce così facilmente riconoscibile, al pubblico convenuto al Folkstudio nel 1993, epoca della tarda maturità del locale che chiuse l’attività nel ’98, ma che è rimasto sempre aperto nella testa e nel cuore dei ragazzi che lì si sono incontrati e hanno in molti casi mantenuto rapporti e legami; spesso il collante è stata proprio l’esperienza comune vissuta lì dentro.
Ecco il testo di Odio chi
Odio chi va al mare la domenica, io neanche il lunedi
odio chi va a spasso con la moto mentre io rimango qui
odio chi ha il proiettore in casa per veder film svedesi
odio chi si compra un'automobile una volta ogni sei mesi.
Odio chi compra i calzoni come i miei ma a molto meno
odio chi quand'è che parto sta a fregarmi il posto in treno
odio chi ha una bella moglie che gli smania delle voglie
e siccome l'ha il mio amico, cosa faccio e che le dico?
Odio chi prende a calci i cani e a casa ha il pesciolino in vasca
odio chi si sposa e da una mano al cuore e l'altra sulla tasca
odio chi continua a raccontarmi che si è fatto la casetta ma così..."
mangiare poco e stare attento ad ogni sigaretta".
Odio chi va a messa la domenica e poi picchia i figli
chi in finestra sta a sparlare mentre sta innaffiando i gigli
odio chi mi dice quando che mi incontra per le scale
"non ti vedo tanto bene, ma che c'hai, ti senti male?".
Odio chi sta sempre a raccontarmi tutti i film prima visione
odio chi fa sciopero perchè l'ha detto la televisione
odio chi è un tipo serio solo quando sta telefonando
odio chi mentre sganascia un pollo "poverino il terzo mondo".
Odio chi fischia a un concerto, chi impazzisce per la moda
odio chi ha il passato incerto e chi ha il gatto senza coda
odio chi ha un miliardo in banca o un futuro senza rischi
chi è tranquillo sulla panca e chi non compra i miei dischi
*** Si tratta di una mia evidente imprecisione: questi "medici burloni" che mi sono tanto piaciuti si trovano in "Canzone per un anno".
lunedì 19 dicembre 2011
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