Mimmo & Greg

Mimmo & Greg
Grazie Mariangela, grazie Mimmo!

domenica 7 marzo 2010

MIMMO DELL'AMICIZIA

Quando, lunedì scorso, appena arrivata al lavoro, la collega del prestito interbibliotecario mi ha annunciato l'arrivo del libro (Mimmo Locasciulli, Il giardino in-cantato, Pescara, Edizioni scientifiche abruzzesi, 2005) che avevo richiesto alla Biblioteca Provinciale di Teramo, mi sono sentita felice. Mi accontento di poco, sono una di quelle persone che davvero è ancora in grado di gioire per piccole cose che farebbero sorridere molte persone, che invece non son mai contente. Il guaio è, semmai, che si tratta di sprazzi di felicità, ma si sa: la felicità non è durevole.
Mi sono sentita come una bambina degli anni sessanta di condizione modesta, di quelle che già in prima elementare ha smesso di credere a Gesù Bambino, (ogni riferimento autobiografico è puramente reale e voluto) davanti a un inaspettato pacco dono contenente la Bambola Michela e il microscopio.
Il mio pacco dono attuale, invece, conteneva il famoso libretto del quale vado parlando ormai da diversi post, e che si è rivelato davvero un piccolo giardino di delizie, molto al di là delle aspettative.
Intanto è un bel libro, proprio dal punto di vista dell'oggetto: bella carta, curato da un punto di vista dell'immagine, dei caratteri usati: elegante, discreto; a un prezzo molto basso, 10 euro: peccato sia esaurito e quindi, per una che si è scelta come pane spirituale Mimmo Locasciulli e tutto ciò che con lui può avere attinenza, e che vuole percorrere tutte le strade possibili per conoscerlo meglio, sia stato necessario ricorrere a un servizio che per fortuna funziona bene: quello del prestito interbibliotecario.
Insomma la mia dichiarazione programmatica era di usarlo come strumento di lavoro, questo piccolo libro, e in effetti sto portando avanti il programma.
Gli ho dato un rapido sguardo quando ne sono entrata in possesso (temporaneo, lo devo rendere entro il 25) e poi già nel viaggio di ritorno a casa, in autobus, ne ho letto una parte. Il resto di pomeriggio, a casa, divorato in un sol boccone, come uso fare io con le cose che mi piacciono. In seguito, ogni giorno, ne ho riassaporato con più calma una parte. Tutta contenta, perchè aprendo le pagine, anzi cogliendo i fiori di quel giardino, aspirandone i profumi, ho trovato cose che non avevo ancora trovato, risposte a domande che non ne avevano ottenuto ancora una o l'avevano ottenuta parzialmente; molte mie curiosità sono state soddisfatte, alcune piccole lacune sono state colmate, e molte mie intuizioni, non suffragate da dati concreti, hanno trovato conferma.
Se provo a guardarmi con un po' di matura obiettività, quasi uscendo da me stessa, vedo una ragazza vecchia che sorride tutta contenta perchè, "Ma guarda, è davvero così come avevo pensato io!" e questa ragazza mi fa da un lato una certa tenerezza, dall'altro mi fa molto ridere, e penso anche che mi dovrò attivare fin d'ora per cercarle un succedaneo di quel pane spirituale, quando l'avrà mangiato tutto, certa che niente sarà più come prima, dopo un'esperienza così coinvolgente e sconvolgente. Certa è una cosa: il succedaneo non sarà un altro cantante, ne' è detto debba essere una persona. L'importante è che sia una passione.
Nel libro ci sono diverse foto: alcune le avevo già viste da altre parti, nel sito di Mimmo, ad esempio, ma non solo. Ce n'è una di Mimmo con la barba, degli anni settanta; c'è quella di Mimmo cinquantenne che è una delle mie preferite; ce n'è una di Mimmo ragazzino, magro magro, con quel boccolo sulla fronte, alle prese con il suo Farfisa, che dice di aver comprato di nascosto dai genitori, e di aver convinto il venditore a fargli firmare delle cambiali. Quando mai si potevano far firmare delle cambiali a un ragazzino, seppur con ottime capacità di persuasione? Mimmo qui si diverte ad ammantare di un'aura di leggenda il suo passato.
Ci sono due amici che parlano di lui, in questo libro: il primo, è l'autore di una dedicatoria molto dotta tutta intrisa di cultura classica, intitolata Mimmo dell'amicizia, sulla falsariga del Laelius de amicitia ciceroniano. Questo signore l'avevo incontrato già nel corso del mio "andar per Mimmo" e li avevo visti insieme in una foto, in occasione di una manifestazione nell'Università abruzzese, di cui, questo insigne intellettuale, è stato promotore e rettore. Amici da tanto tempo. Ho cercato di nuovo sue notizie e ho scoperto che non c'è più. Un altro che se n'è andato degli amici di Mimmo; ne ho già incontrati diversi, che sono partiti anzitempo, e ogni volta mi sono trovata a riflettere e a pensare come Mimmo si ponga, di fronte a un dolore di questo tipo, purtroppo non infrequente, e anche, mi rendo conto che l'argomento non è uno dei più facili, che rapporto abbia con la morte.
Non voglio ora raccontare tutto il libro. Consiglio ai miei pochi lettori, sempre che non l'abbiano già fatto, perchè ricordiamolo, sono io, non gli altri, che cerco di recuperare tutto il tempo perduto, che colmo un decennio abbondante di astinenza, fagocitando tutto ciò che può saziare la mia fame di conoscenza, di leggerlo. Il libro è uscito nel 2005, e anche se non credo abbia avuto larga diffusione, un certo numero di fans entusiasti potrebbe averlo letto. Tu, Piumino, l'hai letto? Se no, fallo al più presto, vai in Biblioteca a Pescara o a Teramo, o chiedi a Mimmo, quando vai a salutarlo dopo il prossimo concerto, di prestartelo. Rimarrai incantato.
Nel capitolo intitolato "Autobiografia in terza persona" ho trovato come accennato prima molte cose nuove, o molti anelli mancanti, o tessere per completare con più precisione il mosaico, io che sono fissata con le notizie minute e i dati precisi, che vorrei sempre far quadrare i conti. Mi ha colpito molto il modo di raccontarsi di Mimmo, molto schietto e per niente preoccupato di mostrare alcune sue insicurezze, o timori. Ci sono delle espressioni che ricorrono molto nei suoi racconti: eccitazione e ispirazione. Si respira in quelle pagine l'entusiasmo che animava il protagonista quando si trovava a vivere certe situazioni.
Una sorpresa molto gradita è stata trovare nel libro tre poesie giovanili di Mimmo (una, Silenzio, l'ho pubblicata qualche giorno fa). Altrettanto gradito è stato trovare tre prose, anzi P-rose, trattandosi di giardino. Avevo la curiosità di sapere come scrive Mimmo, e quindi è stato molto bello trovarmi davanti a tre brevi scritti di argomento diverso, ma tutti con chiari riferimenti personali.
Nel primo, con alcune modifiche riguardanti nomi, e altre varianti, ho ravvisato una storia familiare e di amicizia, che ha come protagonista un nonno ebbro di gioia, alla nascita del primo nipote maschio, che potrebbero essere davvero il nonno e il fratello maggiore di Mimmo.
Il secondo è uno scritto molto bello e profondo, di lettura meno immediata del primo, sulla capacità dell'artista di sentire le emozioni e di elaborarle, di viverle, ma anche di osservarle, di nutrirsene senza lasciarsene sopraffare (sto semplificando, per brevità) per poterle poi trasmettere, elaborate, ai fruitori della sua opera. Un pezzo lucido, intelligente, sentito, che ha bisogno di una lettura attenta, di un po' di concentrazione.
Il terzo é una riflessione personale che nasce dal desiderio di staccare la spina in un momento di stanchezza profonda. Cosa c'è di meglio che progettare un nuovo viaggio, magari in Africa? L'entusiasmo iniziale viene meno quando l'autore si sofferma a pensare alle guerre, alle carestie alle malattie, alle sofferenze e alle tragedie di questo continente. "Non ho più voglia di andare da nessuna parte" è l'amara conclusione di questo scritto.
Al di là del contenuto, ho apprezzato lo stile narrativo di Mimmo. Uno stile chiaro, pulito, essenziale, senza essere freddo. Maschile, si potrebbe capire che a scrivere è un uomo, anche se l'autore fosse anonimo. Periodi brevi, in genere. In ogni caso, lineari: non di quei periodi in cui bisogna andare indietro a rileggere perchè a un certo punto ci si perde. Nessun ricorso alla parola ricercata ad ogni costo, all'effetto speciale; semplice, ma curato; c'è l'uso costante del pronome personale maschile di terza persona "Egli" con funzione di soggetto. Questo l'avevo già notato in altri casi, anche nelle note biografiche del sito. In effetti è corretto così, anche se sa un po' di scolastico, e se oggi si accetta tranquillamente l'uso del più informale "Lui" il cui uso corretto sarebbe quello di complemento. Mimmo segue le regole tradizionali. Una prosa corretta e onesta, quella di Mimmo. In perfetta sintonia con i pensieri espressi.
Sai Mimmo che ti dico? Che sarei proprio contenta di trovare un tuo libro prossimamente in libreria. Un libro di racconti, o un romanzo, anche breve. Mettiti a scrivere, comincia una di queste notti. Guardati intorno, o guardati dentro, come vuoi, ma questa volta, ti prego di non farlo crocifisso su una sedia: mettiti comodo. Non è necessario scrivere cinquecento pagine: non è la quantità, che conta. Io aspetto. Nel frattempo io continuo a scrivere di te, "finchè ce n'è ce n'è", come dice quel tuo amico, cantante regista poeta e scrittore: generi diversi, non si potrebbero, ne' dovrebbero fare paragoni; in ogni caso, e questo è il viatico per un buon sonno, che tra qualche ora coglierà anche te, (è passata la mezzanotte) che domani devi calarti nella tua disciplinata vita reale, per poi gustarti meglio la tua vita fantastica, sei molto meglio tu, credimi.

4 commenti:

  1. Si vede che ci metti passione in quello che scrivi.
    Brava: continua finchè ce ne sarà!
    A.

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  2. E se lo scrivessi tu il prossimo libro su Mimmo?
    Certo non sarebbe di Mimmo; mah! potrebbe però essere "anche" di Mimmo, a quattro mani.
    Ma questo blog non è già un libro virtuale?
    mari

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  3. A. Che dirti, chiunque tu sia? Un grazie incommensurabile.
    Quanto a te, amica mia, sfondi una porta aperta: il titolo del libro è pronto: "Panegyricus Divo Mimmo dictus libri quinque Folgorata edidit. Karalis,In aedibus Folgoratae MMX. Altro che quattro mani, qui ne occorrono almeno otto; ti dico il team: io autrice, tu curatrice del testo latino, Mimmo piano e voce, ops, volevo dire traduttore (con libertà di non attenersi troppo rigorosamente all'originale)del testo in pennese e in tedesco, se poi il suo amico B.H. cura una versione nella variante bernese abbiamo più possibilità di vendere; infine a Piumino che mi sembra adatto, affidiamo l'apparato critico.
    Usciamo a comprare il vestito per il reading di gala.

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  4. Grazie cara per avermi incluso nella rosa dei degni in questo profumato giardino!
    Accetto, ma solo in qualità di amica della cui opinione ti piace tener conto.
    E, credimi, è un bell'onore!
    mari

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