Mimmo & Greg

Mimmo & Greg
Grazie Mariangela, grazie Mimmo!

venerdì 9 luglio 2010

MIMMO DENTRO UN FILM


Il titolo del post è volutamente ingannevole: no, non credo che si sia realizzato il desiderio tardo-adolescenziale di Mimmo di fare l’attore: il film cui faccio riferimento in realtà è un libro, che s’intitola appunto Il film delle emozioni. L’autore è Raffaele Calabretta, che è già apparso su queste pagine tempo fa, quando si è accennato alle Doparie. Raffaele è il papà delle Doparie, ma prima di tutto è un ricercatore del CNR, nonché docente, e mi pare uno che, al di là del suo lavoro, si guarda intorno, si interroga, cerca di trovare risposte, su aspetti personali, privati, e su aspetti legati alla incidenza del singolo nella collettività, alla partecipazione. Ha scritto, ormai da qualche anno, nel 2006, questo libro, una commistione di generi, tra il romanzo, il diario, il testo scientifico, che racconta, in una sorta di flashback, la storia di Gabriele, uno molto insoddisfatto, molto metodico (si segna tutte le e-mail inviate, tutti i libri letti e i film visti, le persone incontrate… gli stati d’animo provati e le reazioni ad essi: l’analisi profonda delle emozioni, appunto) che pare, almeno per molti aspetti che mi sono noti, un alter ego di Raffaele: entrambi hanno un nome da arcangelo, entrambi sono ricercatori, entrambi vanno a fare ricerca a Yale, entrambi provengono da un paesino della Calabria, entrambi di sicuro apprezzano Mimmo Locasciulli. E in questo modo siamo entrati nel cuore della questione, perché Raffaele, lo inserisce nel suo libro, Mimmo, anzi di più: lo rende destinatario, insieme ad altri personaggi noti, artisti e intellettuali che il protagonista stima, di e-mail di invito a far sentire, loro che possono, la loro voce per manifestare dissenso. Ma non finisce qui, che sarebbe poco e non giustificherebbe un post (anche se ogni spunto è buono). Mimmo è il cantautore preferito di Gabriele e della sua fidanzata, con cui ha deciso di chiudere. Una sera in cui è molto angosciato per la scelta amorosa di cui è pentito, va a sentire un concerto di Mimmo. Effetto terapeutico, va da sé: Mimmo cura; non solo, regala a Gabriele un CD. (Che ovviamente tira fuori dalla tasca delle sorprese.) Dopo il concerto Gabriele si ascolta assorto Stella di vetro, soffermandosi in particolare su due versi, Quel che perdi lo perdi per sempre/ quel che cerchi non può mai finire, rivive i momenti trascorsi con la donna che ha lasciato, e tutto gli appare più chiaro. Tralascio di inoltrarmi nelle tematiche scientifiche enunciate nel libro, come tralascio anche di spiegare il perché del titolo: se qualcuno volesse saperne di più, si legga Il film delle emozioni, Gaffi, 2006, 12 euro. Volendo si può scaricare gratuitamente, ma gli autori in genere sono più contenti se i loro libri si acquistano.

Mimmo questo libro lo ha letto, e il risultato della lettura è contenuto nel seguente giudizio: Mi ha colpito soprattutto per la forma insolita con cui viene proposta la storia e tutte le sue implicazioni. A volte non servono troppe parole, e Mimmo in alcuni casi non ne spreca tante. Mi risulta però che M. sia intervenuto alla presentazione del libro, con altre persone, e immagino che in quell’occasione abbia usato un numero maggiore di parole. Per certo so che a seguire ha regalato ai convenuti un breve intervento musicale. Gli avrà cantato Stella di vetro, a Raffaele/Gabriele? Non lo so, ma qualsiasi cosa abbia cantato, immagino che l’autore del libro sia stato felice, come anche delle parole, poche o tante, spese durante la conversazione. Io di come i due si siano conosciuti non sono al corrente, non so se la conoscenza fosse precedente alla scrittura del Film… o se sia una conseguenza. Certo Mimmo, per quanto signore molto educato, non mi pare uno che accetti di andare a presentare un libro di chicchessia per mera formalità, se non è interessato, almeno un po’, alla questione. Di Raffaele avrà una certa stima, e ha come sappiamo apprezzato anche la sua creatura, Le doparie.

E così finisce la storia di Mimmo dentro un film che invece è un libro.
Mi hanno raccontato che Mimmo viene nominato in un film, certo non un capolavoro, un filmetto della fine degli anni ottanta su una rockstar italiana celebre. Io non l’ho visto, ma il mio informatore mi ha riferito che in una scena del film ci sono un ragazzo e una ragazza che ascoltano della musica in macchina, e a un certo punto lei chiede: Hai anche dell’altra musica? - Si - risponde lui - Ho una cassetta di Mimmo Locasciulli. Pare che la fanciulla non abbia apprezzato e abbia lanciato la cassetta. Scema, anzi scema doppia.
Bene o male purchè se ne parli, magari quello che tale non sembra è un amichevole omaggio. Non ho idea.

Una cosa però la so con certezza e anche se è un po’ personale, non ho timore di esternarla: se rinasco… se rinasco voglio (attenzione, voglio, non vorrei) essere nell’ordine: Mimmo, così ho la possibilità di vivere tre o quattro vite in una; Carmen, perché Mimmo è un suo devoto ammiratore: sarei la donna più felice e fortunata del mondo, oltre che una splendida cantante piena di personalità e talento; Frankie, perché M. dice sempre che è molto intelligente e questa secondo me è una delle cose più gratificanti che un essere umano possa sentirsi dire. Infine, last, but not least, Raffaele, perché M. gli ha presentato il libro, ha adottato le Doparie e, se non a lui a Gabriele, ha regalato un disco. Utopie: lo so già che se rinasco, rinasco Folgorata, ormai son imprigionata nel personaggio; una povera Folgorata con una sola vita, che canta sufficientemente male, con un’intelligenza tutta da verificare, senza nessun libro da presentare, e con un discutibile senso dell’umorismo.

Che ci volete fare, ognuno ha il karma che si merita!

5 commenti:

  1. grazie tante per il post! lo trovi su http://www.facebook.com/doparie?ref=ts#!/doparie

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  2. Grazie a te, Raffaele. In tuo onore ascolterò all'istante Stella di vetro.

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  3. Sono davvero imperdonabile, perchè ho dimenticato di dire che voglio nascere anche Piumino. Il perchè va da sè, ma lo ripeto. (tanto prima o poi ripassa di qui, e forse legge anche i commenti.) Per Piumino Mimmo è come un precetto, che si onora almeno una volta all'anno, nel duplice senso che ci si reca a seguire un suo concerto (ti dò volentieri ospitalità sul blog, se vuoi scrivere un post su Mimmo in concert, da solo, i duo, in trio, in quartetto, in quintetto, con la band...dagli anni ottanta a oggi) e poi va a tributargli discreti omaggi. Quindi, Piumino, sappi che voglio rinascere anche Piumino! Intesi? E ti nomino anche fan ufficiale di riferimento di Folgorata. (Lo eri già, ma ancora non avevo formalizzato la questione.)

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  4. Grazie, grazie, grazie!
    Troppa grazia. Sono onorato.
    Il mirino, come già detto, è puntato su Bassiano, 200 e più chilometri di adrenalina.
    Magari si, provo a fare un reportage: vedremo se un'asciutta cronaca o magari anche qualche sensazione e sguardo sul contorno; non ho mai scritto e non se ne sarei capace.
    Mi spiace essermi allontanato un pochettino dal blog ma, come ti avevo anticipato, sono nel pieno della rivoluzione dei quaranta ed in questo momento mi sento come le truppe Napoleoniche sulla Beresina. Chissà, forse sarà proprio M. a darmi l'accelerata giusta per farmi uscire da questa situazione.
    Un abbraccio
    Piumino

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  5. Penso che tu sarai senz'altro capace di scrivere, e bene. Davvero conto sul tuo reportage di prima mano. Buttati, che animato dall'entusiasmo come sarai, il risultato sarà ottimo. In passato mi era parso di capire che la tua rivoluzione dei quaranta fosse piena di aspetti positivi, oggi mi parli di Beresina. Non ci capisco niente, Piumino, che cosa agita le tue giovani piume? Mimmo certo per molti (e non mi riferisco ai pazienti veri, che quello va da sè)è terapeutico, ma trovare in lui la strada giusta per uscire da un momento di subbuglio emotivo mi sembra un po' eccessivo. Sicuramente ti farà provare emozioni, le solite cui sei abituato e qualcuna nuova, nella sua esibizione a Bassiano. Sono curiosa di sapere che cosa abbiano Latina e provincia per attrarlo tanto. E che cosa invece Cagliari e Sardegna in genere per fare l'esatto contrario. Si ricorderà del vecchio "Ad metalla" o del più moderno "Babbaggia no" (citazione culturale alta: Abatantuono nella prima fase della sua carriera...sai Mimmo è un ardente cinefilo)Ciao Fan di riferimento, torna quando ne hai voglia, perchè la visita qui deve essere un piacere, non un obbligo.

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