Mimmo & Greg

Mimmo & Greg
Grazie Mariangela, grazie Mimmo!

domenica 10 agosto 2014

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Caro Cantante,
è da un po' che non ti scrivo una bella letterina, e questa mi pare l'occasione giusta per farlo, anche se non ti nascondo che rivolgermi in maniera diretta a te, come se fossi una persona in carne ed ossa e non l'ente virtuale che tu sei e devi essere, mi fa sentire ogni volta lievemente a disagio. Solo lievemente però, è un disagio piccolo e non molesto. Ho notato che ultimamente usi molto il punto esclamativo, e questo mi sembra segnale di stupita contentezza. Credo che il concerto di stasera, inaspettato per noi, ma forse anche per te, ti abbia reso felice, e ti abbia spinto, ancora una volta, a usare il punto esclamativo. Sono certa che anche oggi sarà una bella serata, con tanta gente, e che dopo, magari, ci sarà spazio per un bel brodetto e un bel trebbiano, o un buon cerasuolo dal rosa intenso. Sai, in questo periodo appena trascorso, nell'Isola, in cui solo in questi giorni è arrivata l'estate, ma un'estate calda, afosa, ventosa, una di quelle che mi fa desiderare una casa piccola piccola in un borghetto spopolato di montagna, sono giunti alcuni abitanti d'Abruzzo. Parlo di abitanti noti, che son venuti qui, ciascuno per un motivo diverso. Visite velocissime. Due signori, e una signora. Dei due signori, uno in particolare ha riscosso un successo strepitoso tra il pubblico femminile, e io in certi casi non posso non rimanere esterrefatta. Non giudico tuttavia, questione di gusti, anzi, meglio, di buon gusto. Magari le ragazze e le signore che sono andate in brodo di giuggiole per quel signore lì, penserebbero di me e di quello che scrivo chissà che cosa, e forse non avrebbero tutti i torti. Il mio interesse era tutto per la signora,  che è stata, qualche settimana fa, ospite di una serata nella biblioteca di un paese qui vicino; si tratta di una scrittrice, che nella vita svolge un altro lavoro, anche se scrive fin dall'infanzia. Solo da qualche anno tuttavia, ha iniziato a pubblicare. Vive nella tua città natale, questa signora, ma nasce in un piccolo borgo dove due anni fa hanno deciso di proclamarti Bacucco dell'anno. Avevo letto qualcosa su di lei e sul suo primo romanzo, ma poi la blanda curiosità che mi aveva suscitato era caduta nell'oblio. La sua presenza qui, mi ha spinto invece, questa volta, e anche in maniera prepotente, alla lettura proprio di quel primo romanzo, e ne sono rimasta colpita. Ho pensato che, nonostante tu non sia un grande lettore di narrativa, salvo le dovute eccezioni, questo libro avrebbe potuto conquistarti, se lo avessi letto... ma magari lo hai letto. Dentro c'è l'Abruzzo rurale di un tempo che sembra arcaico, ma non è neppure tanto lontano, con tutti i suoi aspetti belli e quelli duri  e difficili, a tratti spietati, e l'autrice lo racconta esattamente come è stato, senza cadere nella tentazione di rappresentazioni da carme bucolico. C'è la fatica dei campi, ci sono le relazioni difficili e sofferte all'interno di grandi famiglie, ma c'è anche la solidarietà, l'affetto discreto e un po' ruvido: in ogni caso c'è poco spazio per le smancerie. Ci sono le tradizioni, c'è lu ddu' bbotte e il bicchiere di Montepulciano, gli inverni rigidi e le case che si svuotano degli uomini che vanno a lavorare altrove, e vivono di niente in condizioni estreme, per mandare quanto più denaro possibile alla famiglia, lo sfruttamento dei mezzadri da parte di fattori e padroni esosi e odiosi. C'è una situazione in cui la voce narrante del romanzo, ormai adulta, autonoma, dedita a una professione frutto dei sacrifici dei genitori e dei suoi anni di studio, distante dal mondo contadino in cui è cresciuta,  va a visitare con il figlioletto i luoghi dell'infanzia e trova tutto in uno stato di abbandono e di rovina. Inevitabilmente mi è venuta in mente la tua Canzone di sera.
Il contesto che ho cercato di descrivere è solo uno degli aspetti del romanzo, che ha più piani di lettura e tratta in particolare del rapporto non sempre facile tra una figlia e una madre malata di Alzheimer, con la quale ad ogni incontro cerca di ripercorrere un capitolo della sua e della loro vita, in un costante tentativo di lotta contro l'oblio. 
Ho trascorso delle ore piene e partecipi, nel leggerlo, questo romanzo che si intitola Mia madre è un fiume (e il lettore che si domandi perché, non sarà deluso nelle sue aspettative) e molte volte il pensiero è andato a te. 
Un saluto, e buona lettura, di questo o di altri libri.
La solita cantora delle tue gesta.

Donatella di Pietrantonio, Mia madre è un fiume, Roma, Elliot, 2011

Nessun commento:

Posta un commento

Elenco blog personale