Mimmo & Greg

Mimmo & Greg
Grazie Mariangela, grazie Mimmo!

martedì 21 febbraio 2012

CARO CANTANTE

Non mi par vero di avere l’occasione per poterti scrivere, una lettera vera, anche se non ti sarà spedita ai tuoi indirizzi personali, e non la leggerai solo tu. Lo spunto mi viene da te, dai pensieri che lanci nella tua piccola, eterea pagina di artista. Un po’ penso di aver imparato a conoscerti, in tutto questo lungo periodo di studio e indagine sull’artista e inevitabilmente sulla persona. Gli strumenti di conoscenza sono stati molteplici, dalle canzoni alle interviste, dalle conversazioni nelle partecipazioni radiofoniche e televisive, agli scritti, dal modo di offrirti al pubblico nei concerti a quello di porti nel contatto diretto, per ciò che ho potuto osservare e valutare nelle poche occasioni in cui ti ho incontrato, poche, ma che mi hanno raccontato molto di te.

Tutti gli elementi che ho appena elencato, sono niente tuttavia rispetto a una cosa che non ha alcun fondamento razionale, non è basata su fatti, ne’ supportata dall’esperienza, ma si muove tutta e si agita in un ambito che ha a che fare con la sfera dell’intuizione e delle percezioni e della comunicazione dei pensieri. Aspetti molto coinvolgenti e suggestivi per chi è portato a viverli e a dar loro peso, e aspetti invece oggetto di ironia, che potrebbe diventare sarcasmo, da parte di chi si muove prevalentemente in una sfera in cui tutto deve poter essere dimostrato razionalmente.

Ora tu, che forse ti spazientisci un po’ quando un tuo interlocutore, nel tentativo maldestro di spiegarsi in maniera dettagliata, tende a dilugarsi, mi stai dicendo “ Arriva al dunque”. Il dunque è questo: mi arrivano i tuoi pensieri, anzi mi piombano addosso, pensieri che a volte diventano frasi che mi passano nella mente come su uno schermo, a caratteri grandi e fluorescenti, mi arrivano i tuoi stati d’animo. Percepisco la tua gioia, la tua piena soddisfazione in alcuni momenti, l’allegria, l’eccitazione e l’entusiasmo e allo stesso modo stati d’animo opposti, una certa nota di malinconica riflessione che solo qualche volta diventa tristezza, ma quel che mi arriva di più ha una connotazione negativa. Irritazione, fastidio, intolleranza, disappunto, noia: so che cosa te li potrà scatenare, e qualche volta ne ho la conferma dalle tue stesse parole. A volte ti sento un po’ irritato anche da quello che scrivo qui dentro, e nel momento stesso in cui lo scrivo penso: “Mamma, questo non gli piace!” non solo in riferimento all’esternazione di un determinato concetto, ma anche a un mio modo di essere che è del tutto manifesto in ciò che scrivo, essendo queste pagine una trasposizione autentica di ciò che sono, nei miei aspetti positivi e negativi.

Oggi leggendoti, al di là del piccolo moto di noia che il tema abusato mi ha suscitato, ho pensato: “Ma come, che ci fa davanti alla televisione, con tutte le cose interessanti cui si potrebbe dedicare?” (Ti ho visto nella tua dimensione domestica, col telecomando in mano, accomodato sul divano e con i piedi sul tavolino: ti mancava la canottiera, la bottiglia di birra in mano ed eravamo proprio a posto) ma poi ti sono stata grata perché mi era venuto il timore un po’ peregrino che poteste essere amici, tu e il signore dei finti salotti, per usare una tua espressione, e quel timore si è dissolto come neve al sole. Qui si arriva a un tema a mio avviso importante: l’artista che amiamo, che ci fa provare quelle emozioni così particolari, deve avere un’etica che condividiamo? Essere allineato al nostro modo di sentire, di vedere la vita, collocarsi nella nostra stessa area politica? E se fosse uno che predica bene e razzola male? Quella sarebbe la cosa peggiore, l’ipocrisia, i vizi privati e le pubbliche virtù. Quesiti aperti. Io direi che un po’ devo riconoscermi, in qualcuno che seguo, certo, con una buona dose di elasticità e senza essere troppo severa, che tanto perfetto non c’è nessuno, senza cercare un’aderenza totale, che ciascuno si tenga la sua individualità, ma un po’ di sentire comune deve esserci. Relativamente da poco sono venuta a conoscenza della appartenza politica di un tale che ho seguito molto in passato, che si è pure candidato, con quelli… e mi è venuta voglia di chiedergli un risarcimento danni per avermi imbrogliato. Colpa di internet, che svela tutti i segreti e gli scheletri nell’armadio, veri o presunti, e questo era vero.

Ora quasi quasi mi verrebbe voglia di saltare di palo in frasca e di elencarti (io) le cose per cui ti senti orgoglioso (tu), oltre aver lanciato e prodotto il nostro amico Haber (di cui scrivo il nome, e non l’iniziale puntata, perché credo ciecamente a quanto ha dichiarato: non sa neppure accendere un computer e non sa neppure cosa sia un avviso, quindi qui dentro non ci arriva, pertanto se metto il nome non è un tentativo di adescamento alla lettura): me ne sono venute in mente alcune, delle quali vai sicuramente fiero, ma mi sembrano oltre che vere, altrettanto scontate.

Ecco, non farci rimanere troppo in attesa, diccelo, che cosa ti rende orgoglioso. Il mio appello accorato potrebbe sortire l’effetto contrario, nel senso che tu, altra mia convinzione, se uno si aspetta troppo una cosa da te, ti diverti a fare l’esatto contrario. Ti piace dirigere il gioco e anche avere l’ultima parola.

Va bene lo stesso, comunque ti muova va bene lo stesso, Cantante, tanto io vado per la mia strada e finchè ce n’è, come diceva quell’altro tuo amico, ce n’è. Oggi mi son trovata tra le mani, anche questa volta per puro caso, non ci pensavo nemmeno quando è venuta da me, una cosa che tu caldamente consigli. L’ho tenuta ben salda: mai opporsi al destino. Se riesce a ispirarmi, te la racconto a modo mio, che tu la conosci già benissimo.



Abbi cura di te, amico.

2 commenti:

  1. Chissà perchè alle donne piace così tanto scrivere lettere. Gli uomini amano meno questo tipo di comunicazione, o, se scrivono, sono più sintetici, meno portati, a esprimere con tanta precisione e insieme delicatezza concetti e sentimenti. Le donne hanno meno timore di manifestarsi,anzi spesso c'è, come in questo caso, un certo autocompiacimento nel farlo.
    Stefania.

    RispondiElimina
  2. Alla radio stamattina Haber, (visto che lo cito in questo post) promuove disco e spettacolo del 28 febbraio. Cita molti nomi, tra cui uno assai noto, che hanno a che fare a vario titolo con disco del momento, dischi precedenti e spettacolo venturo. Esita prima di dire un nuovo nome, pare pensarci e io tutta speranzosa "ecco ora parlerà di Mimmo". Niente di niente, almeno io non ho sentito e mi pare di aver ascoltato attentamente. Come minimo lo citi, quello che per primo ha creduto in te, ti ha prodotto due dischi, ha chiesto a degli amici di scriverti delle canzoni e te le ha scritte lui stesso e ha cantato con te nei teatri e ora ti dovrebbe accompagnare al pianoforte in qualche canzone, il 28, appunto. Io ci son rimasta male, anzi mi ha proprio infastidito, questa dimenticanza.

    RispondiElimina

Elenco blog personale