Mimmo & Greg

Mimmo & Greg
Grazie Mariangela, grazie Mimmo!

giovedì 12 agosto 2010

CARTA DA MUSICA, UNA VAGA CONFUSIONE E FRAGRANTI ZUPPE CONTADINE


I DELIRI NOTTURNI DI UNA FAN LONTANA CHE MUORE D'INVIDIA A PENSARE AI FAN VICINISSIMI AL NUME.


Mimmo quest’estate ha bisogno di riposo. Non sembra avere nessuna intenzione di affannarsi con concerti su concerti. Piuttosto sembra sempre di più desideroso di esperienze selettive, circoscritte a poche date in luoghi fuori da circuiti convenzionali. Il 31 di luglio ha suonato con Matteo a Gallipoli, in un resort. Una foto lo immortala al termine del concerto, mentre visibilmente stanco, si terge il capo dal sudore. Forse c’era un caldo bestiale. Cosa l’avrà condotto proprio lì? Pare da quel che leggo, che uno dei punti qualificanti del luogo sia l’ottima cucina. Mi sembra un po’ debole come motivazione per accettare di suonare in un posto come quello, per un pubblico sicuramente amichevole e ridotto, piuttosto che in un altro. Un pubblico casareccio, senza che nel termine vi sia una connotazione negativa, ma insomma niente a che vedere col pubblico dello scorso novembre nel prestigioso locale milanese, o con quello che lo aspetterà a dicembre nell’ancor più prestigioso tempio della musica elvetica.


Pubblico eterogeneo, insomma, quello di Mimmo, come ho sempre sostenuto, e qualche volta, anche, come in occasione di manifestazioni come quella di stanotte a Bassiano, pubblico avvertito che va apposta per vedere lui, misto a pubblico occasionale, che esce la notte perché in paese c’è festa. A Bassiano, ho scoperto, oltrechè tracce manuziane, c’è dell’ottimo prosciutto e altre prelibatezze locali, aspetti diversi, ma entrambi degnissimi di attenzione.


Magari Mimmo approfitterà di questo periodo in cui forse è meno impegnato col lavoro per mettersi ai fornelli. Non riesco più a trovare una ricetta contadina abruzzese, una sorta di zuppa con legumi e verdura in foglie, da servire con il solito filo d’olio e i crostoni di pane su cui si strofina uno spicchio d’aglio, che Mimmo ha consigliato. Qualcosa di simile c’è un po’ dappertutto, nelle varie cucine povere regionali. Qui in alcune zone si prepara una zuppa con fave secche e bietole, ma in più ha anche le cotiche. Pare sia una bontà, io non la mangio perché l’unica cotica che apprezzo è quella del maialetto da latte, ben abbrustolita. Deve fare crock crock. Non l’ho più recuperata, quella ricetta, che se non è vera, è verosimile, anche se non escludo di aver sognato di leggere quella notizia tratta, mi pareva, da un archivio di quotidiano. In genere funziona così: il giornalista, più spesso la giornalista, ha una serie di numeri di telefono di personaggi noti: li chiama e chiede loro per favore di fornire una ricetta (anche a quelli che non hanno mai preparato nemmeno una pasta al burro: ormai son tutti cuochi sopraffini) e poi ci fa un bell’articolo, esattamente come io sto facendo un post basato sul nulla. Forse l’articoletto recitava così: un altro che ha la passione per la cucina è Mimmo Locasciulli; lasciati da parte i bisturi e il pianoforte, indossa grembiule e cappello da cuoco, e si mette ai fornelli, a preparare robusti piatti della tradizione con ingredienti di prima qualità, che fa arrivare direttamente dalla sua terra d’origine. Ripeto: se non è vero, è verosimile.

Continuando a sorprendermi, Mimmo invece tende a partecipare con una certa frequenza, non eccessiva, ma costante, nel corso di quest’anno, a trasmissioni televisive o radiofoniche, (le più disparate) che io, a parte qualche rara eccezione, continuo a perdere. Spiego come vanno le cose: io son sempre lì che, quotidianamente, come fosse un precetto, visito il sito di Mimmo in un rituale che partendo dall’intento lodevole di informazione, si è ben presto ammantato di risvolti scaramantici e ossessivo-compulsivi. Ci entro sempre, sono io quella che in quest’ultimo anno ha fatto innalzare il picco di visite nel sito. Ogni tanto mi rileggo un’intervista, il testo di una canzone, colgo l’occasione per imparare due paroline di tedesco, mi studio i credits come esercizio per la memoria, ma soprattutto, e qui s’inserisce l’aspetto ossessivo-compulsivo, vado alla pagina dei concerti e di lì dritta dritta ai link: con la scusa di entrare in Carta da musica, sbircio anche per vedere se c’è ancora quello di Folgorata, che non si sa mai con questi artisti, quello che ti hanno dato te lo possono levare in un secondo, con un colpo di mouse. Carta da musica, in genere, molto brevemente, e anche senza troppo preavviso, m’informa delle apparizioni di Mimmo o delle sue partecipazioni, ma mi permette anche di conoscere altri artisti interessanti di cui ero totalmente all’oscuro.


Cosa capita ogni tanto? Che io mi guardi allo specchio e mi dica: Senti, cara, un po’ di dignità! Oggi fammi la santa cortesia di non farti il solito giretto, dedicati ad altro, così dimostri a te stessa di saper controllare le tue pulsioni. Che diamine, un residuato di amor proprio ce l’ho anch’io! Dunque faccio la dura ed evito di girellare tra concerti e Carta da musica. Il giorno dopo, in preda a crisi di astinenza ci ritorno e cosa trovo? Che il Nostro è stato ospite qui e ospite lì, e l’annuncio alla nazione, per quel coacervo di coincidenze negative che contraddistinguono la mia vita tanto nelle cose banali, quanto in quelle ben più serie e che potrei sintetizzare in una colorita espressione ormai entrata nell’uso comune, sfiga, è dato proprio nei giorni in cui io non frequento l’ufficio stampa di Mimmo. Quando ne trovo notizia in ritardo, mi rimetto davanti allo specchio e mi dico: Ecco, volevi fare la dura, volevi dimostrare di essere una dotata di autocontrollo? Beccati questo! Te lo sei perso, e se lo vuoi, devi andartelo a cercare, aspettare che ci sia la puntata in podcast, tentare di scaricarla e poi ascoltarla, che sembra la cosa più facile del mondo, ma dentro il mio computer ci deve essere uno spiritello burlone che il più delle volte mi vieta di fare una cosa che in altri computer si rivela un gioco da ragazzi.


Ora non sto nella pelle nell’attesa di poter ascoltare la puntata di un programma che manco sapevo esistesse, La terra, che va in onda il sabato su radio uno, dove Mimmo era ospite sabato scorso; una trasmissione incentrata su tematiche agricole, dove a quanto ho capito, ogni settimana si parla di una regione diversa. Sabato era l’Abruzzo e l’ospite il suo più nobile cantore contemporaneo.


Chissà, a questo punto l’atmosfera a Bassiano si sarà scaldata, siamo nel vivo del concerto, ma ancora ai brani più recenti. È ancora presto, ci sarà tempo più tardi per salire sui treni della notte, e magari per bere un bicchiere, o qualcuno di più. Poi solite storie, i fans che si avvicinano a salutare e a complimentarsi, ancora qualche chiacchiera, ancora qualche bicchiere e poi via, a casa, che ci sarà qualcuno che lo riporterà a casa, il nostro artista. Un autista in livrea che guida una Rolls nera con l'idromassaggio e lo Champagne incorporato? Chissà! Qui in periferia queste notizie non giungono, però per fortuna ci soccorre la fantasia.

2 commenti:

  1. "...per fortuna ci soccorre la fantasia."
    Forse così doveva pensare Emilio Salgari quando, non potendo viaggiare col corpo, viaggiava con la mente. Sicuramente, e senza forse, così pensavano i suoi lettori che, se non ci fosse stato lui, quei viaggi, non solo non li avrebbero mai fatti col corpo, ma neanche con la mente.
    Con una mano si può stringere un'altra mano, con la mente si può abbracciare il mondo.
    mari

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  2. Meno male che ci sei. "Rondine grillo cicala mia pupilla mia ala abbatti il dubbio e la sua prigione con l'innocenza fatta canzone".
    Come direbbero quelle che hanno sedici anni oggi:TVB :D.
    P.S. Meno male che oltre te c'è anche un'altra amica cara: la mia fantasia, fervida e sfrenata; ti sembra poco? Però davvero come spero di non fare la fine di Werther allo stesso modo mi auguro di non fare quella di Salgari.

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